Lo Statuto

Lo statuto si compone di una premessa e di cinque titoli, qui di seguito se ne riportano la Premessa e gli articoli principali relativi alle finalità e agli organi democratici.

Premessa

Diverse sono le considerazioni che ci spingono a dare vita ad un Centro espressione di (e per) un laicato cristiano adulto che sappia operare in modo responsabile ed autonomo sui temi ecclesiali e sociali.

Innanzi tutto l’esigenza di dare piena realizzazione al magistero sui laici del Concilio ecumenico Vaticano II espresso in particolare nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa “Lumen Gentium” (capitolo IV), nel Decreto “Apostolicam Actuositatem”, nella Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo “Gaudium et Spes” e nella successiva recezione canonica operata dal Codice di diritto canonico del 1983.
In secondo luogo, ci sollecitano alcune constatazioni:

a) Il laicato nella Chiesa continua a rimanere un soggetto debole sia nella capacità di proposta sia nello svolgimento dei compiti che gli spettano nella vita della Chiesa.

b) La necessità di un laicato che sia capace di contributi qualificati e di libertà di parola (l’evangelica parresia) nelle comunità ecclesiali e nel rapporto con la gerarchia. Normalmente ci troviamo di fronte ad una situazione di “afonia” del laicato che priva la Chiesa della ricchezza del contributo di una importante componente. I laici, pur essendo la grande porzione del Popolo di Dio e nonostante dal Vaticano II ad oggi si sia riproposta periodicamente l’importanza del loro ruolo, restano in una situazione di marginalità.

c) La necessità che emerga un’adeguata spiritualità del laicato. Dall’inizio del ‘900 al Concilio Vaticano II si è pensato ad una spiritualità del laicato sostanzialmente ricalcata su quella dei religiosi. Oggi si avverte sempre più l’esigenza di una chiara e forte spiritualità da proporre al cristiano medio che vive nella ferialità.

d) L’attività pastorale (metodi e contenuti) richiede sempre più di affrontare le questioni legate ai temi degli ambienti che si collocano al margine della vita ecclesiale (donne, divorziati, presbiteri sposati, non credenti, agnostici, gay, emarginati in genere). In questi ambiti, come in quelli ordinari, il laicato può svolgere un ruolo peculiare significativo.

Titolo I – Denominazione, scopi e attività

Art. 1 – Denominazione

E’ costituita l’Associazione “Viandanti”, avente le caratteristiche di associazione di fatto.

L’Associazione è costituita rispettando i principi di democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche sociali e nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana (art. 18), del Codice Civile (artt. 36 e seguenti), della legislazione vigente e del Diritto canonico (Cfr. Canoni: 204 § 1, 227, 298 § 1, 299 e 321).

Art. 3 – Finalità e durata

1. Conformemente alle motivazioni della sua creazione, indicate in Premessa, l’associazione opererà per realizzare le seguenti finalità:

- supportare la formazione, l’impegno e la cultura di un laicato adulto, che prenda pienamente coscienza delle responsabilità che gli derivano dal Battesimo, che sappia rapportarsi in modo costruttivamente dialettico sui problemi che pone la vita della Chiesa locale e della Chiesa universale;

- contribuire alla formazione di una mentalità storica, ritenendola un passaggio importante per la formazione di un laico adulto, attraverso iniziative che affrontino le tematiche nodali della storia della Chiesa;

- favorire il crearsi di un’opinione pubblica nella Chiesa che veda il laicato come un membro attivo del Popolo di Dio, insieme ai presbiteri e ai vescovi, non solo nello specifico campo delle “realtà terrene”, ma anche nella vita e nell’organizzazione della Chiesa e nell’evangelizzazione diretta;

- creare una rete di collegamento tra le molteplici realtà locali, gruppi di base vivaci e “profetici”, per darsi conforto, coraggio, speranza e per dare una visibilità sovralocale favorendo la conoscenza di un positivo lavoro di base che è molto diffuso nella Chiesa, anche se a macchia di leopardo;

- favorire il crearsi di una visione plurale della realtà e della vita della Chiesa. Sin dalle origini la Chiesa è stata sempre caratterizzata dal pluralismo: liturgico, teologico, esegetico, organizzativo (ecclesiologia), del diritto, della tradizione e del magistero ordinario. La visione di una Chiesa che permane immutabile nel tempo, oltre a non corrispondere alla realtà storica, non favorisce il dialogo con il mondo, con le altre Chiese cristiane e con le altre religioni;

- ripensare radicalmente il senso e le possibilità dell’annuncio cristiano alla luce dei profondi mutamenti socioculturali in atto (secolarizzazione avanzata, tecnicizzazione della vita, sfide poste dalle nuove frontiere della scienza – nuove teorie evoluzioniste, neuroscienze, biogenetica, ecc. – crisi delle domande di fondamento e di senso);

- prestare attenzione al tema dell’unità della Chiesa.

2. L’Associazione opera senza fini di lucro, ispirando la sua conduzione a criteri di efficienza gestionale economica e finanziaria orientati al miglior perseguimento delle finalità istituzionali.

3. L’Associazione ha una durata indeterminata.

Art 4 – Attività

Il raggiungimento degli scopi statutari è perseguito attraverso ogni iniziativa e manifestazione idonea e in particolare:

a) la gestione organizzata di un Centro d’incontro, di dialogo e di elaborazione, nel quale possano incontrarsi, nella libertà e senza censure preventive, credenti di vari orientamenti, non credenti, esponenti di vari orientamenti culturali e politici;

b) l’organizzazione di convegni, seminari e incontri;

c) la realizzazione di una rete di collegamento tra le realtà che operano alla base della Chiesa;

d) l’utilizzo di tutti gli strumenti della mediazione culturale (edizioni, sito internet, programmi radiofonici e televisivi, ecc.);

e) l’attività editoriale;

f) l’erogazione di borse di studio, premi, contributi anche ad enti e soggetti persone fisiche e non, che si propongono di realizzare gli obiettivi ed i progetti elaborati e/o condivisi con il Centro;

g) la raccolta di contributi per le proprie iniziative.

Titolo III – Organi dell’Associazione

Art. 8 – Organi associativi

Sono organi dell’Associazione:
a) Assemblea dei soci;
b) Consiglio direttivo;
c) Presidente.

Art. 12 –Assemblea ordinaria / Competenze

Sono di competenza dell’Assemblea ordinaria:

a) la determinazione, su proposta del Consiglio direttivo, delle direttive generali dell’Associazione;

b) l’approvazione della relazione quinquennale del Presidente sull’attività dell’Associazione;

c) l’approvazione della relazione sull’andamento economico predisposta dal Consiglio direttivo;

d) la nomina dei componenti del Consiglio direttivo e del Presidente;

e) la deliberazione su qualsiasi argomento che il Consiglio direttivo o i Soci, nel caso previsto dall’art. 11, ritengano di sottoporle.

Art. 16 Consiglio direttivo / Competenze

Il Consiglio direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione.

Il Consiglio qualora lo ritenga opportuno, può nominare un segretario dell’Associazione al quale affidare i compiti necessari per il buon funzionamento dell’Associazione stessa.

Compete inoltre al Consiglio direttivo:

b) nominare, al suo interno, il Tesoriere;

c) approvare il bilancio consuntivo;

d) definire le direttive generali dell’attività dell’Associazione;

e) programmare e dirigere l’attività dell’Associazione;

f) discutere e approvare la relazione annuale sull’attività dell’Associazione, predisposta dal Presidente;

g) deliberare la convocazione dell’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci;

h) fissare la quota associativa annuale;

i) accettare le domande di ammissione;

l) deliberare l’espulsione dei soci.

Art. 17 – Presidente

Il Presidente è eletto dall’Assemblea.

Il Presidente:

a) rappresenta legalmente l’Associazione;

b) firma la corrispondenza e gli atti sociali;

c) nomina formalmente tra i consiglieri eletti un Vice presidente, il quale rappresenta l’Associazione per il compimento di atti e affari determinati delegati per iscritto;

d) convoca e presiede il Consiglio direttivo;

e) convoca l’Assemblea dei soci su delibera del Consiglio direttivo;

f) definisce i compiti e dà le direttive al segretario dell’Associazione;

g) cura l’esecuzione delle delibere dei vari Organi associativi;

h) garantisce il rispetto delle norme statutarie.


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