7 aprile 2015

TEILHARD DE CHARDIN
SACERDOTE DEL MONDO
MISTICO DELLA MATERIA

Luciano Mazzoni Benoni 

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Con questo titolo ardito, caldeggiato da mons. Loris Capovilla (sua la postfazione con un racconto inedito di un curioso incontro tra Leopold Senghor e Giovanni XXIII), l’editrice Velar-LDC osò pubblicare nel 2012 [1] il primo fascicolo destinato al popolo dei credenti, che in larga parte non ha mai conosciuto l’opera di Pierre Teilhard de Chardin. Proprio perché colui che venne definito il ‘gesuita proibito’ non poteva varcare la soglia né dei seminari né tanto meno dei fedeli laici.

La damnatio memoriae
Oggi ancora si consuma questa silenziosa rimozione, come fu in passato per altri giganti della fede, basti pensare ad Antonio Rosmini (per oltre un secolo) o al più recente Oscar Romero (quasi mezzo secolo).

Senonchè in questo modo si potrà avverare la previsione dello stesso padre Teilhard: “Sarò capito quando sarò stato superato”. A ben vedere, è possibile scorgere una certa ‘analogia’ tra la figura di Thomas Merton (segnalata da Christian Albini su Viandanti del 31 gennaio di quest’anno per il centenario della nascita) e quella di Teilhard de Chardin, del quale ricorre il 60.mo anniversario della sua rinascita in cielo. Era il giorno di Pasqua quando, domenica 10 aprile 1955, nella sua ultima residenza d’esilio a New York, si fermò il cuore di Teilhard (esaudendo così l’ultimo dei suoi desideri).

Senza forzature, paiono applicabili anche al gesuita francese la conclusione di quel bel ricordo: “Uomini come Thomas Merton sono fuori dagli schemi in cui ci incagliamo, sono i rari uomini che hanno trovato e riaperto l’occhio che i ciclopi hanno perso”. Come non riconoscere infatti anche a padre Teilhard questi caratteri di coraggiosa profezia e di costante opera controcorrente?

Avanguardia della Chiesa
Molteplici sarebbero le ragioni per celebrarne la formidabile intuizione che, come ebbe a riconoscere Henri de Lubac, lo vide sopravanzare come anticipatore su varie questioni per almeno una generazione. I terreni che egli ebbe modo di dissodare come avanguardia della Chiesa non sono pochi: dal nesso tra fede e scienza alla possibile lettura cristiana dell’evoluzione; dalla riconciliazione tra Materia e Spirito alla riabilitazione del corpo e delle sue dinamiche; dall’incontro tre le religioni al confronto virtuoso Oriente-Occidente; dalla revisione della tradizionale dottrina del peccato originale alla rilettura del concetto di castità; dalla proposta pastorale di evangelizzazione nella modernità al recupero dell’escatologia, non secondo una chiave di distorta ‘apocalittica’. Temi tutti che hanno visto poi muoversi, con parecchio ritardo, il Magistero della Chiesa e la ricerca teologica: a cominciare dalla svolta del Concilio Vaticano II che specie nella Costituzione pastorale Gaudium et spes reca il suo inconfondibile eco (come ampiamente riconosciuto ed attestato dagli atti dei lavori conciliari).

Ma non facciamone un ‘fossile’: sarebbe il peggior servizio che renderemmo proprio a lui che, pur paleontologo (e quindi esploratore del lontano passato), divenne appassionato studioso del futuro, fino a essere riconosciuto consulente dell’Unesco proprio su questo terreno.

Spunti di attualità
Converrà dunque, piuttosto, scorrere brevemente in rassegna quali sono gli spunti di attualità del suo pensiero oggi, non a caso espressi e/o rilanciati da studi appena pubblicati:

A livello di etica planetaria: l’urgenza di dotare questo mondo in conflitto a indirizzi convergenti è quanto mai pressante; durante l’EXPO di Milano (il 30 maggio) le prospettive delineate da Teilhard (la Noosfera) e da Panikkar (l’Ecosofia) verranno proposte congiuntamente per offrire solide sponde a quanti intendono lavorare per ricomporre l’umanità nel terzo millennio.

Sul piano esistenziale: la frattura provocata dai dualismi dell’Occidente (antico e moderno) non fanno che ricondurre le dinamiche vitali al cuore, vero centro dell’avventura umana – indagato da Teilhard entro una ricomprensione unificata della dimensione corporea e della centrologia cosmica: per una vita da spendere e vivere in pienezza, qui ed ora.

Sul terreno del confronto, sempre aperto, tra fede e scienza: commentando “L’avvenire dell’uomo” di Pierre Teilhard de Chardin (ripubblicato da Jacabook) Roberto Guerra (Futurismo per la nuova umanità. Dopo Marinetti, Armando, 2012) scrive: “Già Einstein sognava una nuova religiosità cosmica, oltre le ambiguità letterali e storiche di ogni Credo, certo legittimo bisogno di devozione, ma dopo la Scienza: Più relativamente recentemente, figure come C. G. Jung, N. Wiener (Dio &Golem…), E. Fromm, M. McLuhan J. Guitton, F. Capra, molti scienziati e fisici stessi (verso il Big Bang le domande “metafisiche” sembrano “fatali”), in Italia lo stesso A. Zichichi, anche teologi, segnalano prospettive di riflessione (se non forse anche insospettate esplorazioni scientifiche) verso una possibile metasintesi tra Scienza e Dio … Per l’attuale generazione di Internet e nell’era informatica, forse la figura già storica” più celebre, dibattiti in corso costantemente, è appunto il filosofo paleontologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin, considerato praticamente un precursore, anche sconcertante, della Rete. La cosiddetta Netsfera è spesso paragonata alla Noosfera prevista dal grande scienziato mistico. E nello specifico: paradossalmente, nel novecento, il più geniale volo poetico nel futuro, sintesi straordinaria tra la tradizione cristiana e il futurismo modernista, forse ha il nome di Padre Pierre Teilhard de Chardin, scienziato e gesuita… Le più recenti scoperte scientifiche (soprattutto in fisica e matematica ma pure nella genetica e nella tecnologia, oltre ai viaggi spaziali e ad… Internet… la Rete da lui divinata come Noosfera!) evidenziano attualmente le intuizioni clamorose di Teilhard, quasi – pure -una sorta di capolavori dell’arte sacra rinascimentale o tardomedievale in versione scientifica o computerizzata!… In breve, l’opera di Teilhard appare meravigliosa nel suo slancio futuribile a lungo termine, anche per la sua formazione apparentemente conservatrice, religiosa: Teilhard ha praticamente tradotto in chiave scientifica – nel nome di Gesù e quindi dell’Occidente…- il celeberrimo poema mistico-cosmico Il Cantico dei Cantici !”

Sul piano spirituale: per una percezione della pienezza della vita cosmica, come ambiente dell’Incarnazione, in compagnia del ‘Cristo evolutore e veniente’ (Ilia Delio, Il Cristo emergente: il senso cattolico di un universo in continua evoluzione, San Paolo 2014).

Sul piano ecclesiale, infine: per una nuova comprensione della comunione come dinamica di energie convergenti (finalmente inclusiva di quelle femminili), oltre i confini visibili della Chiesa, asse portante dell’evoluzione.

** ** **

Non è un caso, dunque, se al Sinodo sulla nuova evangelizzazione un vescovo austriaco abbia riproposto le sue intuizioni pastorali (datate 1919) come mature per l’oggi; o se numerosi teologi sudamericani (a cominciare da Leonardo Boff), aprendo il tema della liberazione all’orizzonte ecologico, siano portati a una nuova narrazione cosmologica che riprende da lui l’ispirazione cosmo centrica; od ancora se sempre più di frequente capita di vedere che gli scienziati della ‘nuova fisica’ – pur come ‘non credenti’- incrocino le sue ricerche ardite. E’ forse un segnale che proprio in questi giorni sia uscito un libro (Antonio Galati, Teilhard de Chardin, La chiesa nell’evoluzione dell’Universo, ed. Paoline 2015) che rilegge la vita della Chiesa a partire dalla sua cosmo visione evolutiva: appuntamento previsto già dal teologo Joseph Ratzinger. Una buona occasione per riaprire le pagine e ricavarne nuove suggestioni …

Luciano Mazzoni Benoni
Vicepresidente Ass.ne Italiana Teilhard de Chardin, animatore delle meditazioni cristocosmiche (sito www.armoniecosmiche.it)

Note – - – - – - – -
[1] Volumetto inserito nella neonata Collana dei ‘profeti del XX secolo’, inaugurata con il nome dell’indimenticato teologo moralista Bernard Hearing.

 

 

  1. 2 Commenti a “TEILHARD DE CHARDIN
    SACERDOTE DEL MONDO
    MISTICO DELLA MATERIA”

  2. Amo Teilhard de Chardin e sono grata al teologo Vito Mancuso per avermelo fatto scoprire. Grazie a lui la Chiesa cattolica, se lo vuole, può salire un gradino in più verso un orizzonte più esteso nel cammino verso la verità. Basterebbe solo il suo slogan “AMOURISER LE MONDE per aprirci un varco più sicuro verso la salvezza.

    da Francesca Panebianco su apr 14, 2015

  3. Sono una entusiasta ammiratrice del pensiero e dell’opera di Teilhard de Chardin, grande pioniere del pensiero cristiano e religioso e credo che pochi illuminati come lui ci abbiano saputo spiegare dinamiche fondamentali, come l’evoluzione che, nel suo processo cosmico, non ha potuto non coinvolgere anche la sfera della religione (o meglio delle religioni). Spero che la validità del suo pensiero sia presto riconosciuta anche dalla Chiesa, che in passato l’ha tanto ostacolata.

    da maria Elettra Cugini su apr 13, 2015

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