il tetto

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La rivista il tetto  è nata a Napoli nel 1963 (il primo numero è uscito nel gennaio del 1964) per iniziativa di un gruppo di giovani, universitari e laureati,  credenti e non credenti, cattolici e non, uniti tutti dall’intento di dar vita ad uno strumento di confronto e di dialogo. I soci e redattori che, cambiando negli anni, si sono ritrovati intorno a Pasquale Colella, uno dei fondatori ed attuale direttore editoriale e presidente dell’Associazione Il Tetto, hanno cercato sempre di esercitare nella Chiesa e nella società una presenza viva e critica, alla ricerca di forme di vita civile e religiosa più giuste ed autentiche, nel rispetto di ogni diversità e rifiutando arroccamenti fondamentalistici.

Una rivista come la nostra, superato il suo cinquantesimo anno di vita, potrebbe essere esposta alla tentazione di coltivare il proprio patrimonio passato, la propria tradizione culturale e politica, amministrando un’eredità certa, e tutto sommato, prestigiosa. Noi, invece, vogliamo essere il nostro presente e, perché no, il futuro. Senza scartare il passato, senza rinnegarlo, pensiamo che per il nostro tipo di struttura redazionale aperta alla diversità delle esperienze culturali e religiose e delle posizioni politiche, per come siamo nati e per i temi che abbiamo sempre affrontato, dobbiamo continuare a svolgere un ruolo “critico” nel presente, un ruolo critico nella riflessione sulla dialettica tra istituzioni e movimenti, un ruolo critico nella dialettica tra chiesa/istituzione e chiesa/popolo di Dio, un ruolo di stimolo e di riflessione non allineata e non limitata da interessi contingenti.

La desertificazione delle esperienze politiche, delle associazioni, delle riviste indipendenti al Sud è ancora più drammatica, tanto che siamo tra le poche riviste rimaste al Sud a testimoniare l’esistenza di un’area critica attenta alla questione dei diritti civili, politici e religiosi.

A questo punto dobbiamo interrogarci su quali temi intervenire, con quali strumenti e modalità. Il rischio è di divenire una rivista del generico scontento con una superficiale critica dell’esistente e avendo come stella guida solo l’attualità, sia essa politica, sociale o religiosa, e non i movimenti profondi della società italiana e della Chiesa.

Ci potremmo proporre quindi di ampliare il nostro intervento su tre aspetti:

- Il rapporto chiesa istituzione/chiesa popolo di Dio, alla luce anche del pontificato di Francesco, e insieme il valore della libertà religiosa quale fondamento del dialogo con tutti i cristiani, con i laici e i non credenti e con le altre forme di religiosità, nella convinzione di scoprire e mettere in evidenza che quel che ci unisce prevale su quello che ci divide.

- La costituzione italiana come carta dei diritti, soffermandoci soprattutto su alcuni principi fondamentali: diritto allo studio (il mondo della scuola e dell’università), diritti civili (i delicati temi dell’etica in una società pluralista e multietnica), rapporto tra codificazione legislativa e applicazione giurisdizionale (il ruolo della magistratura, le riforme in corso);

- Il problema del Mezzogiorno e la sua articolazione concreta negli enti locali territoriali, nonché la collocazione del problema del Mezzogiorno in un contesto nazionale, mediterraneo ed europeo.

È nostra intenzione, inoltre, affiancare all’attività della redazione quella dell’Associazione amici de il tetto, già prevista nel nostro statuto sin dall’origine, facendo divenire la rivista una sorta di collettore di esperienze, raccogliendo documenti e dossier conoscitivi e promuovendo nuovi filoni di ricerca, come, d’altra parte, già è avvenuto in alcuni momenti della nostra storia.

 

http://www.edizioniesi.it/pubblicazioni/riviste/attualita-e-politica-riviste/il-tetto.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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