GALILEI / Padova

1.  Breve storia
Il gruppo Galilei nasce nel 2008 per iniziativa di Vittorio Berti, Fabian Pavel Fonovich e Filippo Varanini.
Motivazioni – Galilei si propone come un gruppo di cristiani che prendono la propria dimensione di studio come parte costituente e specifica della propria vocazione spirituale e del proprio agire sociale e politico; che riflettono sullo studio come esercizio di attenzione verso la realtà e verso il prossimo; che si pongono in modo trasversale alle polemiche tra gli atei e i credenti, tra scienza e fede, tra religione e politica, attuando, nelle sedi e nei modi individuati dal gruppo stesso, operazioni culturali di disinnesco delle antinomie suddette; atti di boicottaggio delle dinamiche conflittuali e delle retoriche violente che spingono da una parte verso l’intolleranza religiosa e verso anti-evangeliche esaltazioni di un identitarismo escludente, dall’altra verso la messa in discussione dei paradigmi antropologici cristiani, umanistici ed europei che, al tramonto della loro influenza sull’occidente, non trovano al loro posto nessun’idea forte capace di ricucire la società in cui ci troviamo a vivere.
Il senso del nome – Il nome “Galilei”, vuole mantenere un’ambiguità intrinseca. Il riferimento per un verso è a Galileo Galilei, scienziato simbolo dell’università di Padova, simbolo di un sapere che risponde prima alla fede nella verità che alla verità della fede, e al contempo scienziato che, nonostante l’immaginario collettivo lo dimentichi, è rimasto sempre cattolico, anche dopo il conflitto col papa. L’altro senso che vuole avere questo nome è il rimando ad uno dei modi con cui si designavano i cristiani in epoca apostolica. In tale prospettiva intendiamo Galilei come coloro che vanno a incontrare il risorto: Mc 16, 7: «Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».

2. Aspetti istituzionali
Galilei da una parte è un gruppo spontaneo che si riunisce una volta a settimana per una lettura biblica arricchita dalla riflessione che alcuni padri della Chiesa hanno dedicato allo stesso passo o a tematiche collegate.
Dall’altra parte Galilei è soprattutto una rete i cui componenti si tengono in contatto per segnalarsi iniziative, per sensibilizzarsi gli uni gli altri attraverso diversi spunti di riflessione, per sostenersi e coordinarsi nei progetti di studio…

3. Finalità prevalenti
Rapporto scienza-fede – Si vuole anzitutto diffondere l’idea che la scienza non è nemica della fede, perché la ricerca della verità, in qualunque ambito di studio o di lavoro essa si incardini, è il compito primo del cristiano. La sequela Christi è sempre sequela veritatis, pertanto negli studi scientifici, che siano scienze esatte o discipline umanistiche, il cristiano deve sempre promuovere la verità, anche quando essa risulta scomoda per le forme storiche della propria fede, giacché la fede nella verità, che per un cristiano è il Cristo, viene prima della verità della fede, che è mediata e condizionata dall’intelligenza storica e dalla cultura ecclesiale che la recepisce. Se cioè per un verso il Cristo è conosciuto dal cuore tramite la fede, quelle verità che noi conosciamo con la ragione necessitano libertà di indagine e coraggio della scoperta, in quanto non possono che aiutarci a comprendere meglio il mistero del Figlio. Questo significa che la fede può e deve fungere da lievito alla vita noetica, e permettere di cogliere, entro le realtà studiate, l’impronta discreta e potente dello Spirito divino.
Essere laici cristiani – Altra questione che si mette a tema è l’idea che la laicità non è una prerogativa dei non credenti, bensì una precondizione positiva alla costruzione di uno spazio condiviso tra coscienze e vocazioni diverse. La laicità non è solo uno spazio vuoto da riempire con le religioni, ma neppure una riduzione ideologica e anti-religiosa dell’uomo alla sua immanenza. La laicità deve essere la garanzia dello svolgimento libero della propria individualità e del proprio agire sociale. Le religioni e le filosofie propongono diverse idee di uomo, ma tutte queste devono accettare, per non tradire se stesse nella propria dimensione costituente, lo spazio discreto della laicità come forma del rispetto dell’irriducibilità dell’altro alla propria visione del mondo. In tal senso, un cristiano può confidare nel fatto che la laicità è un frutto di una cultura pienamente biblica, nella misura in cui mette in guardia le istituzioni religiose umane dal fornire l’ultima parola sull’uomo e su Dio, facendosi difendere o da regimi più o meno teocratici, o da politiche che favoriscono la religione solo come instrumentum regni. Una situazione nella quale, per dirla con le parole di fratello Enzo Bianchi, si dà a Dio ciò che si dovrebbe dare a Cesare, e a Cesare quel che si dovrebbe dare a Dio.
Costituzione e democrazia – Il Galilei non può esimersi dall’incentivare un incremento della giustizia e dei valori fondanti della nostra democrazia. Deve fare propria la difesa della costituzione italiana in quanto progetto rimasto solo in parte attuato negli ultimi sessant’anni. Al contempo si deve saper riconoscere quanto le nuove spinte procedenti da un mondo in rapida trasformazione possano rendere necessario ripensare alcuni parametri per rispondere meglio al momento attuale. Tuttavia questo non deve mai consentire il muto consenso nei confronti delle spinte neo-pagane che si possono registrare in molta politica italiana, a destra, al centro, come a sinistra. Un gruppo di cristiani che vuole un’attenzione vigile e non ideologica, ponendo al centro la fede evangelica e l’idea di uomo trasmessaci dal Cristo, discutendo con tutti ma ponendosi sempre dalla parte dei più deboli.

4. Attività e strumenti
L’attività principale del gruppo Galilei è la lectio biblica settimanale accompagnata dal confronto con la letteratura patristica.

5. Referente
Marco Tondello

E-mail: marcotond@virgilio.it

[aggiornato al 1.11.2010]


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