l’altrapagina

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Il primo numero de l’ altrapagina fu pubblicato nel 1984. La firma del direttore era di Enzo Rossi che ha continuato a dirigere il mensile fino al momento del suo decesso avvenuto il 05/05/2015. Il giornale è uscito puntualmente per trentuno anni senza mancare un appuntamento: una continuità che lo ha fatto diventare la pubblicazione, di questa natura, più longeva della regione dal 1800 fino ai nostri giorni. (Ricerca dello storico Alvaro Tacchini). Dopo la sua scomparsa il giornale si è dotato di una nuova struttura organizzativa e di nuove modalità operative senza perdere lo spirito e l’indirizzo a esso conferito dal suo fondatore.

La nascita del giornale è avvenuta a seguito di un lungo percorso caratterizzato da precedenti tentativi affiancati a esperienze politiche da cui ha preso congedo, diventando un giornale libero, legato nella forma e nei contenuti esclusivamente ai suoi lettori. L’indipendenza di giudizio, di finanziamento e di redazione, costituita interamente da prestatori d’opera volontaria, sono stati le sue caratteristiche fondamentali, e ciò gli ha permesso di diventare una voce critica nel panorama locale, un controllore attento di tutte le forme di gestione della cosa pubblica presenti sul territorio e nella regione, ascoltata e rispettata per quello che diceva, per come lo diceva.

Nondimeno ha esercitato uno stimolo costante sul piano culturale per l’estrema attenzione da esso dedicata alle problematiche nazionali e internazionali, alle attualissime realtà del dialogo interculturale e interreligioso, alle tematiche ambientali e ai rivolgimenti geopolitici su scala planetaria. Un giornale legato al territorio ma con lo sguardo sempre aperto su scenari vasti, a volte molto vasti, che gli ha permesso di anticipare idee che poi si sono rivelate di grande attualità politica e culturale. Questa sua impostazione gli ha procurato molti amici e altrettanti avversari come si addice in una dialettica civile e democratica.

La ricerca dei fatti e delle trame che ne costruiscono la loro rappresentazione pubblica è stata la stella polare indicata dal suo direttore e a cui tutti i collaboratori hanno cercato di ottemperare, attenendosi sempre, a un giornalismo d’inchiesta, alla ricerca delle fonti e delle prove necessarie a suffragare giudizi, ricostruzioni di eventi e dinamiche presenti. La longevità de l’altrapagina dipende dalla caratteristica di aver saputo mantenere l’equilibrio tra una prospettiva locale e una visione più ampia e internazionale, senza scadere in un localismo piatto o nella discussione sui massimi sistemi che lasciano il tempo che trovano.

«Sono meravigliato della vostra territorialità» ci scriveva Ivan Illich agli inizi del terzo millennio.

In definitiva l’altrapagina ha cercato di interpretare un giornalismo serio, che non si aggrappa al carrozzone del potere o dei poteri, ma guarda fino in fondo la realtà senza fare sconti a nessuno. Gli interlocutori principali in questo percorso di indagine e approfondimento culturale maturato con il giornale, con l’attività convegnistica ed editoriale ha avuto come interlocutori principali personalità di diversa estrazione e provenienza: Ernesto Balducci, Raimon Panikkar, Massimo Cacciari, Enrique Dussel, Riccardo Petrella, Ivan Illich, Guido Viale, Giulietto Chiesa, Italo Mancini, Susan George, Roberto Mancini, Giulio Giorello, Gianni Mattioli, Marcelo Barros, Gianni Tamino e un’infinità di altri personaggi di provato spessore culturale e specialisti nei loro settori di competenza.

http://www.altrapagina.it/wp/

 

 

 

 


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