VALORI NON NEGOZIABILI, UN INCIDENTE LINGUISTICO

Christian Albini L’approssimarsi delle elezioni presidenziali USA è la più recente occasione in cui si è riproposto il tema dei cosiddetti valori non negoziabili. Alcuni recenti interventi, in particolare dell’arcivescovo di New York Timothy Dolan, presidente della conferenza episcopale, e il discorso di Benedetto XVI ai vescovi americani del 19 gennaio 2012, sono stati interpretati come espressione di un orientamento favorevole al partito repubblicano, le cui primarie sono ancora in corso, per la posizione decisamente contraria all’aborto dei suoi candidati. Eppure, come ha rilevato Massimo Faggioli in un recente articolo su Europa, la linea di Obama non manca di aspetti apprezzabili e condivisibili da un punto di vista cattolico. L’estensione della copertura sanitaria e il riequilibrio fiscale, in un Paese dove solo i ricchi si possono permettere certe cure mediche e pagano persino meno tasse dei non abbienti, hanno una valenza di giustizia sociale dalle chiare radici evangeliche e di cui si possono trovare riscontri nella dottrina sociale cattolica. Il posizionamento politico dei vescovi cattolici rispecchia quanto si è verificato anche in Italia in un recente passato: pur senza scelte di campo esplicite, si percepisce una vicinanza di fatto allo schieramento che garantisce maggiormente i valori non negoziabili. L’ambiguità dei valori non negoziabili Il ricorso ai valori non negoziabili nel linguaggio magisteriale e nella comunicazione pubblica cattolica – ricondotti alla triade vita, famiglia, scuola – risale ...

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