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TORINO / Lettera aperta (15.3.2007)

Contesto. Le prese di posizione di alcuni autorevoli rappresentanti della CEI sulla progettata legge sui diritti di convivenza, e interventi analoghi negli ultimi anni, hanno creato disagio e turbamento in tanti credenti, alcuni dei quali decidono di intervenire pubblicamente. I promotori della lettera, che hanno scelto di chiamarsi Chicco di senape, sono un gruppo di credenti della diocesi di Torino, accomunati dalla “passione per la Chiesa” e dal “desiderio di creare le condizioni per una vera comunione che accetti le diversità e la franchezza dei rapporti interpersonali”. Animati dallo spirito di partecipazione che vivificò il Concilio Vaticano II, costituiscono un comitato di coordinamento per tenere i contatti fra i gruppi, far circolare idee e organizzare incontri.

Il confronto, anche con il cardinale di Torino Poletto che lamenta il carattere pubblico dell’iniziativa, prosegue nel 2008,  con l’invito a gruppi già esistenti o in formazione a riflettere insieme su alcune tematiche della vita ecclesiale (Ricercare le parole per dire Dio nel nostro tempo; essere cristiani nel mondo; sperare in una Chiesa di comunione e di profezia). Il lavoro svolto, che vede impegnati 14 gruppi, sfocia nel convegno dell’8 novembre 2008, durante il quale tre teologi (Serena Noceti, Giuseppe Ruggieri, Marco Vergottini) riprendono e approfondiscono le tematiche svolte dai gruppi.

Il testo e le firme dei sottoscrittori sono consultabili nel sito:
http://chiccodisenape.wordpress.com/archivio/la-lettera/

TESTO
Lettera aperta.  Al Vescovo, ai presbiteri, ai laici della Chiesa di Torino e ai non credenti attenti alla parola del Vangelo

Questa nostra lettera, nata da un incontro spontaneo di singoli credenti e di appartenenti ad associazioni ecclesiali, vuol esprimere anzitutto il turbamento, che è di molti, di fronte alle prese di posizione di autorevoli rappresentanti della CEI sulla progettata legge sui diritti di convivenza, e ad analoghi interventi negli ultimi anni. Non perché la gerarchia della Chiesa non abbia diritto di parola nel dibattito, ma perché quelle affermazioni sottraggono ai laici credenti una responsabilità che è loro propria. Questi interventi, che rendono la Chiesa parte tra le parti, possono sì produrre gli effetti desiderati nella singola occasione, ma minacciano, in una prospettiva meno immediata, ciò che ad essa non può non apparire come più essenziale: la possibilità di annunciare a tutti la buona novella, la capacità di sostenere la vitale testimonianza dei credenti, la carità di incoraggiare la buona volontà di ogni persona.

Non è nostra intenzione contrapporre clero e laici, ma viceversa responsabilizzare i laici perché si assumano quel compito di mediazione della Parola di Dio con le vicende e con le scelte storiche, che «a loro particolarmente spetta», come proprio carisma ecclesiale (Concilio, Lumen Gentium, n. 31). È urgente nella Chiesa di oggi sviluppare luoghi e strumenti di autonoma elaborazione culturale, sociale e politica. La preoccupazione che esprimiamo ai vescovi non è per creare divisioni, ma, al contrario, per testimoniare vivo desiderio di unità della Chiesa.
Le nostre osservazioni non riguardano perciò anzitutto il contenuto delle dichiarazioni episcopali, perché saremmo egualmente critici se prescrivessero contenuti politici e legislativi diversi. Riguarda l’intervento nel dettaglio delle decisioni politiche dando ai laici prescrizioni che non attengono alla missione episcopale e ostacolano il necessario pluralismo. La ricchezza e la fecondità della fede si mostrano anche nel fatto che essa dà luogo a una molteplicità di interpretazioni e di applicazioni le quali, in una Chiesa retta dalla carità e non dall’ideologia, non contrastano con l’unità e anzi la arricchiscono.

Il prezioso compito dei vescovi nella Chiesa è proprio di essere operatori dell’unità, di testimoniare che la carità sta al di sopra di ogni diversità di cultura, di costume, di orientamento sociale e politico. Ma a questo compito ci sembra che l’episcopato venga meno quando assuma posizioni opinabili di una parte dei credenti contro gli altri, o quando pretenda di imporre uniformi scelte politiche, cercando un’unità forzata, non frutto di carità.

Un ulteriore motivo  di turbamento sta in noi nel fatto che la gerarchia si presenti come unica autentica interprete del diritto naturale e della ragione naturale. È pur vero che oggi, anche da parte laica, si avvertono i rischi di una ragione incapace di principi veritativi e normativi, e che questa situazione possa suggerire l’idea che la fede debba esercitare una funzione di tutela della ragione.  Ma il richiamo a principi considerati come unica verità naturale e razionale implica l’accusa di innaturali e irrazionali a coloro che non concordano su quel riconoscimento. La questione del diritto naturale riteniamo non sia una priorità per la Chiesa che voglia essere annunciatrice del messaggio evangelico, il quale è più grande della natura e viene dalla rivelazione.

In tema di problemi etici e sociali, testimoniare il vangelo nella vita vale più che condannare chi segue vie diverse dalle indicazioni della gerarchia. L’insistenza sulla difesa dei principi più che sulla testimonianza favorisce spesso l’ipocrisia di chi li difende come ideologia politica, ma ne trascura la pratica nella vita.

Vogliamo infine riconoscere le gravi mancanze di carità dei laici, e di noi stessi, quando evitiamo ogni assunzione di responsabilità ecclesiale e preferiamo posizioni tendenzialmente individualistiche, oppure, al contrario, quando qualcuno si fa forte in politica dell’appoggio ecclesiastico, strumentalmente usato.

La vita della Chiesa rifiorisce se ogni credente è valorizzato come responsabile nella vita della comunità ecclesiale e non è indotto a sentire la Chiesa soltanto come dispensatrice di direttive e di sacramenti. L’unità nella carità richiede una presenza dei laici ben diversa da quella che spesso oggi di fatto è proposta, dalla Chiesa universale fino all’ultima parrocchia.

Chiediamo perciò non solo al nostro vescovo e ai presbiteri, ma anche a noi stessi credenti laici, di operare tutti insieme per uscire da un clima che non favorisce il dialogo e da una forma distorta di unità ecclesiale. La nostra iniziativa non vuole affatto definire una parte contro un’altra, ma rivolgere un appello a tutti. La situazione presente è un’occasione di riflessione:  a noi pare essenziale che ciascuno assuma la propria responsabilità per una Chiesa che sia luogo fraterno e gioioso di testimonianza evangelica, dove i carismi siano molteplici e ciascuno si senta accolto; per una Chiesa che offra ai giovani non occasioni effimere di incontro, ma veri luoghi di esperienza cristiana. Una Chiesa che non rifugga dal dire parole impegnative sulle scelte morali e le loro eventuali implicazioni politiche, ma lo faccia rispettando il pluralismo e l’autonomia politica dei laici e soprattutto proclamando il carattere di testimonianza, e anzi di profezia, delle sue parole senza farsi proteggere indebitamente dalla legge.

Questa nostra lettera vorrebbe parlare a chi ci è fratello nella fede e a chi ci è fratello in umanità, e cerca di essere essa stessa motivo di annuncio evangelico. Per questo saremmo lieti se essa suscitasse risposte che ci possano essere di correzione e di aiuto, e avviasse una serena riflessione nelle comunità.

I firmatari (253)

Giuseppe Elia, Luciana Castellarin, Claudio Ciancio, Maria Antonietta Guadagnino, Ugo Perone, Annamaria Pastore Perone, Enrico Peyretti, Valentino Castellani, Pierangela Peila, Simona Borello, Stefano Sciuto, Maria Antonietta Masiello Sciuto, Giancarlo Jocteau, Piero Messidoro, Giancarlo Prina, Antonello Ronca, Dina Bilotto, Ugo Gianni Rosenberg, Elio Mosso, Michelina Facciotto, Elio Roggero, Maria Adele Valperga Roggero, Angela Suppo, Davide Ricca,Andrea Beraudo, Annamaria e Aldo Cutullè, Paola Giani,Rosa Stefania Di Terlizzi,Michele Caselle,Stefania Cammarata, Anna Surbone, Tommaso Giacobbe, Caterina Zanon, Andrea Coccioni, Lanfranco Peyretti, socio di Cascina Archi, Carla Fantino, socia di Cascina Archi, Eloisa Perone, Walter Cavallini, Franco Sibille, Giuliana Casassa, Ilaria Correndo, Nino Cavallo, Andrea Apolloni, Giulio Modena, Stefano Vanzini, Maryves Barberis-Vignola, Cristoforo Codrino, Antonio Puccio, Maria Consolata Bertola, Giovanni Anand Roggero, Paolo Torreri, Luciana Ruatta, Roberto Di Lupo, Isa Albalustro, Katie Roggero, Franco Balosso, Stefano Brusasco, Domenico Laruffa, Maria Luisa Vallico, Francesco Laruffa, Gianni Schiocchet, Consolata Galleani d’Agliano, Francesco Ballero, Carlo Ballero, Luca Ballero, Liliana Fiorio, Lucia Mina, Marco Peisino, Valentino Fiorio, Antonio Piemontese, Giovanna Gambarotta, Guglielmo Stefanuto, Anna M. Battaglia, Ivano Piloto, Gianna Guelpa, Clementina Mazzucco, Elsa e Guido Allice, Cosmo Musolino, Paolo Chicco, Davide Fiammengo, Emanuela Germano, don Oreste Aime, Emilio Mostaccio, Annamaria Franchino Mostaccio, Maria Luisa Pisani, Giuseppe Congiu, Marta Margotti, Fiorella Orlandi, socia di Cascina Archi, Luciano Bassignana, socio di Cascina Archi. Ester Ghione, socia di Cascina Archi, Laura Vaghi, don Antonio Revelli, Annalisa Bertolino, Emanuele Ciancio, Giorgio Garneri, Lydia Rizzo, socia di Cascina Archi , Marco Billò, Piero e Piera Amore, Giuseppe Bordello, Piero Padovani, Maria Rosa Ferrero, Giovanni Ferrero, Emilia Rosso, Sante Altizio, Domenico Raimondi, Federica di Lascio, Margherita Maraschini, Luca Bobbio, Angela Dogliotti, Francesco Rocco, associazione “La Ragnatela della Solidarietà – onlus”, Bruna Moriondo, associazione “La Ragnatela della Solidarietà – onlus”, Roberta Russo, Elena Gariglio, Katya Finardi, Luca Rolandi, Andrea Tomasetto, Daniele Debernardi, Paola Gariglio, Maria Cristina Barbotto, Claudio Bellavita, Lorenzo Brunelli, Marina Zirulia, Caterina Mecca, Massimo e Maria Pia Mannini, équipe Notre, Dame Torino 7, Luigino e Angela Camoriano, équipe Notre Dame Torino 7, Francesca De Montis Casassa Vigna, équipe Notre Dame Torino 7, Rosanna Martinetti Ferraris, équipe Notre Dame Torino 7, Eliana Strona, Paola Bonelli, Lorenzo Faletti, Carla Napoli, Marco Canta, Giacomo Chiesa, Luigi Dentis, Luca Facta, Marina Garizio, Giorgio Zanolli, Carla Maria Pavoni, Mario Sanguinetti, Rosina Rondelli Fantini, don Gian Paolo Mignani, Clara Bertolo, Maurizio Crozzoli, Adriana Stancati, Agostino Saglietti, Angela Mantisi, Paolo Piagneri, Michele Mea, Vittoria Sarno, Claudia Favaro , Morena Savian, Edoardo Daneo, Massimo Miglioretti, Gianluca Garello, Fulvio Izal, Paolo Martella, Paolo Pellegrini, Claudio Martano, Michele Vaglio Iori, Roberta M. Avola Faraci, Sibilla Mazzon, Piero Calcagno, Mina Andreina Calcagno, Filippo Boidi, Margherita Calciati, Stefano Temporin, Andrea Cammarota, Giovanni Avonto, Cinzia Papadia, Riccardo Torta, Elisabetta Crivellin, Luciana Petrucci, Cesare Ciaschini, Marco Mazzaglia, Mauro Ravinale, don Carlo Demichelis, Filippo Ceragioli, Elisabetta Chiolero Casoni, Silvana Poletto, Nuccia Rosingana Fumia, Giuseppe Tipaldo, Ugo Mirarchi, Beppe Giunti, Francesco Bertolo, Marco Comazzi, Roberto Bori Marucchi, don Michele Dosio, Riccardo Cedolin, Flavio Gagliano, Silvana Crivellin, Franco La Ferla, Paolo Cumino, Emanuele La Ferla, Luisella Fornero, Lorenzo Baggio, Maria Cafasso, Franco Lano, Giuseppina Dipompa, Lucia Loi, Nicolò Raia, Franco Cecchin, Luigina Balboni, Giorgio Gamba, Wanna Navone, Alberto Perron Cabus, Lilli Dominici, Franca Nosenzo, Fulvia Aimar, Silvana Lano, Eugenio Lano, Gian Carlo Andrà, Domenica Minici, Marilù Bissolino Manfredda, Federica Gargiulo, Stefano Grassi, Chiara Della Croce, Mario Federico Roggero, Carlo Enrico Roggero, adriana Bonino, Renata Bonino, Adriano Mione, Francesca Costero, Marica, Fulginiti, Emanuele Tedone, Edo e Aidella Rabajoli, Paolo Picco, Carolina Reviglio, Giovanna Montanari Bevilacqua, Chiara Cordero, Fabrizio Cuniberti, Elisa Trovo, Roberto Blanco, Roberto Bausardo, Armando Mariano, Maria Vincenza Oberto, Daniele Galli

Hanno aderito anche:
Paolo Barsotti, Lucca;  Francesco Bonvicini, Aosta; Silvana Manca, Cagliari; Vittorio Rapetti, Acqui;  Francesca Merlo, Concordia-Pordenone;  Giannino Piana, Arona;  Luisa Orsi, Lucca;  don Luigi Consonni, Milano;  Piercarlo Pazé, Pinerolo;  Elvira Viviano, Nocera Inferiore-Sarno;  Rosario Vece, Eboli;  Paolo Angeli, Lucca;  Pietro Rocco, Caserta;  Mariangela Renieri, Lucca; Ivano Piloto, Milano;  Cristiano Vannucchi, Pistoia;  Alessandro Conti, Carrara.