LITURGIA
PER UN USO DIFFERENZIATO
DELLO STESSO RITUALE

Andrea Grillo

Certamente la liturgia non è stata una priorità del Sinodo sulla sinodalità. Forse proprio a causa del fatto che in campo liturgico la riforma è stata acquisita già da 50 anni, il tema non è apparso tra i più discussi, anche se avrebbe potuto ispirare efficacemente più di un tema.

Ciononostante, della liturgia si è parlato molto, appena è stato eletto Robert Prevost, col nome di papa Leone XIV. Alcuni piccoli “segni”, largamente fraintesi, hanno lasciato intendere a qualcuno che vi fosse lo spazio per riconsiderare la gestione magisteriale della liturgia, quasi come una nuova occasione per mettere in campo il progetto, lungamente accarezzato, soprattutto da alcuni settori della curia romana, di ritorno al permesso di usare con generosa tolleranza la liturgia preconciliare. 

Le richieste di aperture “misericordiose” Fin dai primi mesi del pontificato, alcuni settori si sono mossi in due direzioni: da una parte, con una campagna di stampa che screditava le radici di Traditionis custodes (TC), come se si fosse trattato di un colpo di mano imposto da Francesco e privo di consenso ecclesiale; si tratta di una menzogna che è stata dipinta come verità; dall’altra parte, facendo pressione sul nuovo papa perché prima a ottobre e poi a giugno, la liturgia diventasse argomento di confronto tra cardinali, in vista di un desiderato (ma da chi?) ripensamento.

A questo disegno si sono unite anche voci non di secondo piano (ad es. il Card. Bagnasco, l’Abate di Solesmes, Enzo Bianchi) ...

Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie tecnici da parte nostra. [ info ]

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi