EDITH STEIN, EBREA
E MARTIRE CRISTIANA

Anselmo Palini

Il 9 agosto ricorre l’80° anniversario della morte di Edith Stein, figlia del popolo ebraico e figlia della Chiesa cattolica. La ricordiamo con questo breve profilo di Anselmo Palini.

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Il 9 agosto 1942, nel campo di Auschwitz, muore in una camera a gas suor Edith Stein, una giovane donna di origini ebraiche, che si era convertita alla fede cattolica. Il 1° maggio 1987 Giovanni Paolo II, a Colonia, l’ha proclamata beata e l’11 ottobre 1998 a Roma l’ha dichiarata santa.

La vocazione filosofica Edith Stein nasce a Breslavia nella Bassa Slesia il 12 ottobre 1891; è l’ultima di undici fratelli di una coppia di commercianti. Gli Stein erano ebrei tedeschi pienamente integrati. Dopo gli studi di base e quelli liceali, affrontati brillantemente, nel 1911 inizia a studiare germanistica, psicologia e filosofia, all’Università di Breslavia, la sua città natale, e in seguito a Gottinga.

Edith è ammirata da tutti per la sua intelligenza. In questi anni di studio universitario la vita di Edith è tutta centrata sul sapere, configurandosi come una sorta di vocazione alla filosofia pura. Si professa agnostica: le problematiche religiose non rientrano tra i suoi interessi, tutti concentrati sulla scienza e sulla filosofia.

Nel 1916 Edith Stein diviene assistente di Edmund Husserl, professore ordinario presso l’Università di Friburgo. Come assistente di Husserl, Edith si trova ben presto impegnata nella trascrizione dei suoi manoscritti: si tratta di un lavoro estenuante di decifrazione di ...

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