Sinodo diocesano dei giovani a Rivolta d'Adda [giornaledicremona.it]

UN “SINODO ITALIANO” APERTO
ALLA CORRESPONSABILITÀ DEI LAICI

Giorgio Campanini

Dall'Arcivescovo di Palermo, Lorefice, allo stesso Presidente della CEI, il cardinale Bassetti, è emersa nella Chiesa italiana del nostro tempo una forte istanza alla «sinodalità», e cioè la ricerca di una Chiesa più viva, partecipata, meglio capace di misurarsi con i problemi posti dalla storia. Che si indica o meno, per la prima volta nella storia della Chiesa, un “Sinodo italiano”, un franco e schietto confronto sull’insieme dei problemi che la travagliano, è una difficile e delicata scelta che quanti nella Chiesa oggi hanno maggiori responsabilità dovranno compiere. Certo è, comunque che, se si eccettuano i periodici, peraltro solo decennali, convegni della Chiesa italiana, non sono molte nel nostro Paese, a livello nazionale (ma, in verità, anche locale) le occasioni di uno schietto ed aperto confronto fra le varie componenti del popolo di Dio. Chi è titolare della responsabilità? Una domanda soggiacente a questa riflessione potrebbe essere formulata nel modo seguente: chi, nella Chiesa, ha reali responsabilità? Su un piano diverso – ma tutte le organizzazioni hanno regole interne simili fra loro – la fiorente ricerca sociologica americana, a partire dalla domanda chi governa? ha posto in luce la distanza, talora siderale, che intercorre fra la titolarità degli uffici (dai Presidenti, ai Governatori, ai Sindaci) e le effettive scelte che vengono operate ai vari livelli di governo: e ciò senza addentrarsi nel campo, davvero minato, degli interessi economici, ma anche ideologici, che condizionano la politica. E dunque, chi, nella Chiesa italiana di oggi, è veramente titolare di responsabilità? ...

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