SINODO E CHIESA
SONO SINONIMI

Franco Ferrari

Durante il secondo Sinodo sulla famiglia (4-25 ottobre 2015), papa Francesco volle commemorare il cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, l’organismo permanente creato da Paolo VI in risposta al desiderio dei padri conciliari, per mantenere vivo l’autentico spirito formatosi nell’esperienza conciliare. Una preziosa eredità del Vaticano II Bergoglio, al di là della commemorazione, fece un discorso con un forte intento programmatico precisando il modello di Chiesa al quale pensa per ridare attuazione e slancio al processo conciliare, che da qualche decennio sembra essersi interrotto o, almeno, essere stato profondamente limitato dai due pontificati che l’hanno preceduto. Un discorso appassionato che iniziò proprio così: “Fin dall’inizio del mio ministero come vescovo di Roma ho inteso valorizzare il Sinodo, che costituisce una delle eredità più preziose dell’ultima assise conciliare”. “Chiesa e Sinodo sono sinonimi”, disse Francesco rifacendosi ad un padre della Chiesa, Giovanni Crisostomo (Antiochia 344/354 - Comana Pontica 407), per invitare a «capire che la Chiesa non è altro che il “camminare insieme” sui sentieri della storia» di tutto il popolo di Dio per andare incontro al Salvatore. Tre anni dopo, il 15 settembre 2018, Francesco ha tradotto i principi del suo discorso celebrativo in un preciso atto di governo (la Costituzione apostolica Episcopalis communio), realizzando una vera e propria “rifondazione” del Sinodo, tendendo ad inquadrarlo stabilmente entro la cornice di una Chiesa costitutivamente sinodale, cioè in permanente cammino sinodale. Il Sinodo un tassello della riforma L’intervento di Francesco sull’organizzazione del Sinodo non è un semplice maquillage, necessario dopo ...

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