Argentina, cartonero nella periferia di Buenos Aires

ANNO SETTIMO DEL PONTIFICATO
LA LIBERAZIONE DEI POVERI

Bruno Bignami

«Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie»: l’affermazione di papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ (n. 129) permette di intuire efficacemente il suo messaggio sociale. L’analisi dell’attuale papato sarebbe fuorviante se si limitasse a vivisezionare i suoi testi o le sue omelie. È molto più fecondo, invece, guardare ai suoi gesti, che spesso hanno il sapore della profezia. Anzi, potremmo considerare le esortazioni apostoliche e le encicliche di Francesco come dei veri e propri gesti collocati nella vita della Chiesa.

La risorsa delle “reti comunitarie” La convinzione che siano le reti comunitarie a fare da antivirus ai mali sociali del nostro tempo ha portato Bergoglio a guardare con predilezione alle esperienze innovative dal punto di vista sociale. Non a quelle stampate sulle prime pagine dei giornali o capaci di farsi pubblicità via tv o via web. Ha inteso dare visibilità invece al mondo dei poveri, degli emarginati, degli scarti umani nelle società opulente. Si comprende così la scelta di dedicare alcuni suoi incontri speciali ai rappresentanti dei movimenti popolari. Si tratta di un mondo numeroso, variegato ma appartenente all’underground delle metropoli o alle periferie delle città. Gente out, ritenuta di serie B, ignorata dalle borse mondiali e tuttavia capace di un’economia sommersa.

Francesco non si è tirato indietro. Ha voluto accompagnare il loro faticoso cammino nelle aree interne delle città e dei territori. Ne ha ascoltato le istanze ...

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