Marc Chagall, Cantico dei Cantici (1960). Olio - Nizza, Museo Nazionale Marc Chagall

ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II PER LA FAMIGLIA
Un cambiamento per dialogare
con le scienze umane

Giannino Piana

Grande scalpore ha suscitato la recente vicenda dei cambiamenti intervenuti nell’ambito del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia con sede a Roma presso la Pontificia Università Lateranense. A venire sottoposto a revisione è stato anzitutto il piano di studi, con l’introduzione di nuove discipline; ma non sono mancati anche interventi di carattere strutturale relativi all’ordinamento dei vari livelli accademici e (nota dolente!) qualche piccola (e peraltro motivata) rotazione del personale docente. Reazioni ad arte e conservatrici Le reazioni di alcuni ambienti ecclesiastici particolarmente conservatori si sono fatte subito sentire, con la diffusione talora persino di notizie false e settarie, messe volutamente in circolazione per screditare i nuovi responsabili dell’Istituto, in particolare il Gran Cancelliere e il Direttore. A suscitare le maggiori rimostranze, più ancora dei contenuti dottrinali o dell’impostazione generale dei corsi, è stato il licenziamento (così è stato inteso) di due Professori, José Noriega e Livio Melina, nonché la mancata conferma di corsi ad altri docenti. In una lettera di protesta inviata ai responsabili dell’Istituto a firma dei collaboratori del Dizionario su Sesso, Amore e Fecondità (Cantagalli, Siena 2019) – dizionario di cui Padre Noriega è stato il principale curatore – parlano di “sollevamento dall’incarico” dei due professori, per i quali non risulta esservi “alcun motivo di carattere scientifico-accademico, tantomeno dottrinale e disciplinare”. In realtà le cose non stanno proprio così. Padre Noriega è stato dimesso perché divenuto superiore generale della sua Congregazione, carica incompatibile per Statuto con la ...

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