Marco I. Rupnik, Emmaus, il pane spezzato; particolare del mosaico nella facciata della Chiesa dei Martiri canadesi (Roma) 2007

RICOMINCIARE DALLA PREGHIERA DEI FEDELI

Roberto Boggiani

La preghiera dei fedeli fu ripristinata dal Concilio Ecumenico Vaticano II con la Costituzione Sacrosanctum Concilium (n. 53), riguardante la riforma liturgica. Sembrava essere il primo strumento messo in mano ai laici per dar loro voce in seno alla celebrazione eucaristica, in ossequio al riscoperto carattere sacerdotale di tutto il popolo di Dio.

Di spontaneo è sortito ben poco Si tratta di una sequenza di invocazioni, di richieste di aiuto, di ispirazione, di grazie, posta giusto al termine della Liturgia della Parola e appena prima della Liturgia Eucaristica.

Essendo, almeno in linea di principio, a disposizione dei fedeli poteva assumere il carattere della spontaneità come, per fare un paragone un po' ardito, l'omelia è a discrezione del singolo celebrante o comunque del presbitero o del diacono demandato. Come per l'omelia, ancor più per le preghiere dei fedeli è naturale che esistano delle linee guida.

Le intenzioni di preghiera seguono uno schema fisso, cui possono essere aggiunte altre a discrezione, spazio di solito poco utilizzato, se non in circostanze particolari. Lo scopo è di pregare per le necessità della Chiesa e del mondo e la successione di solito è la seguente: la Chiesa universale nella varietà dei ruoli e dei carismi, i governanti che presiedono alle sorti degli abitanti della terra, le categorie di persone in circostanze particolarmente critiche, l'assemblea eucaristica particolare e la comunità locale.

Come possa essere successo che, in oltre cinquant'anni, di spontaneo sia sortito ben poco e ...

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