EUTANASIA:
QUESTIONE INQUIETANTE

Giannino Piana

Anche la Spagna ha da alcune settimane una legge sull’eutanasia e sul suicidio assistito. Il Parlamento iberico ha dato l’assenso, dopo un lungo dibattito, a tale dispositivo con una solida maggioranza, ma con una minoranza piuttosto consistente ed agguerrita, che manifesta la presenza di una certa spaccatura all’interno del Paese. Si tratta della sesta nazione al mondo, la quarta in Europa dopo Olanda, Belgio e Lussemburgo, con l’aggiunta di Canada e Nuova Zelanda ad introdurre tali pratiche. Una situazione ancora limitata che rivela la problematicità e la delicatezza della questione, la quale presenta senza dubbio risvolti inquietanti.

Nonostante queste difficoltà la domanda di legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito va estendendosi a vasto raggio – anche nel nostro Paese è giacente da anni una proposta presentata dal movimento radicale ancora non messa in discussione – e si intravede pertanto la possibilità di pervenire, in tempi piuttosto brevi, ad una pluralità di interventi legislativi destinati a introdurli in un consistente numero di Paesi del mondo.

Quali le ragioni della domanda? La ragione fondamentale di tale domanda va anzitutto connessa al diritto che ogni persona ha di andare incontro a una morte il più possibile dignitosa. La civiltà dei diritti, che si è enormemente sviluppata a partire dall’ultimo dopoguerra – a dare inizio a questo processo è stata la Carta dei diritti dell’uomo del 1948 – ha segnato una svolta importante in questa direzione, coinvolgendo i vari momenti dell’esperienza umana, dall’inizio alla fase terminale, ...

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