IL PAPA, I VESCOVI EUROPEI, L’ EUROPA E I NAZIONALISMI

Giancarla Codrignani Il 7 gennaio il Vaticano ospitava il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede per il rituale degli auguri del nuovo anno e papa Francesco, rivolgendosi ai “cari ambasciatori ha espresso un giudizio ben preciso sui nazionalismi, tornati ad insidiare una politica internazionale doverosamente orientata alla pace. La crisi della diplomazia multilaterale Rievocando il centenario della Società delle Nazioni, istituita il 28 giugno 1919 con il trattato di Versailles, ha ricordato che quello che doveva essere l'«inizio della moderna diplomazia multilaterale», di fatto dimostrò il fallimento della politica negoziale tra le nazioni se pervenne, «esattamente vent’anni dopo la sua nascita, a un nuovo e più lacerante conflitto, quale fu la seconda guerra mondiale». Nel 1945 fu tempestivamente approvata la nuova Organizzazione delle Nazioni Unite che continua a conoscere difficoltà e conflitti, ma «resta pur sempre un’innegabile opportunità per le Nazioni di incontrarsi e di ricercare soluzioni comuni». Tuttavia al Papa sembra preoccupante «il riemergere di tendenze nazionalistiche, che minano la vocazione delle organizzazioni internazionali a essere spazio di dialogo e d’incontro per tutti i Paesi»: poteri e gruppi d'interesse impongono alle stesse Organizzazioni internazionali «forme di colonizzazione ideologica, non di rado irrispettose dell’identità, della dignità e della sensibilità dei popoli». Il mondo è ormai unificato dai processi sempre più complessi della mondializzazione, ma, «dinanzi all’idea di una "globalizzazione sferica", che livella le differenze e nella quale le particolarità sembrano scomparire, è facile che riemergano i nazionalismi, mentre la globalizzazione può essere anche un’opportunità nel momento in cui essa è “poliedrica”, ovvero favorisce ...

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