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Sinodo diocesano dei giovani a Rivolta d'Adda [giornaledicremona.it]

CHIESA ITALIANA
È TEMPO DI SINODO

[10.4.2022] Con la 74^ Assemblea generale (24-27 maggio 2021) la nostra Conferenza episcopale (Cei) ha dato avvio al Cammino sinodale italiano. Un percorso di 5 anni (2021-2025) suddiviso in tre fasi con un metodo di work in progress, che consente, sì, aggiustamenti in itinere ma lascia il tutto in un’incertezza, a partire dalla meta finale (vera assemblea sinodale o Convegno ecclesiale nazionale?), che certo non aiuta la partecipazione e non ha fino ad ora dissipato una palpabile sfiducia (dai laici su su fino ai vescovi, con motivazioni diverse) sulla possibilità e volontà di affrontare i problemi.
Nonostante gli evidenti limiti delle scelte operative (ad esempio la sovrapposizione nel primo anno con la consultazione del Sinodo dei Vescovi) il cammino si è comunque avviato e la consultazione un po’ a macchia di leopardo e a bassa intensità è giunta a conclusione. Ora si tratta di capire quali temi il
“santo popolo fedele di Dio” ha segnalato e soprattutto quali “priorità sulla base di quanto emerso dalle Chiese” l’Assemblea generale della CEI del prossimo maggio (23-27) e il Consiglio episcopale permanente di settembre  sceglieranno e faranno convergere in un “testo che servirà da base per la prosecuzione del percorso“.
Questa pagina, aperta il 1° ottobre 2021, ora si ristruttura per meglio proseguire nell’obiettivo di fornire un’utile documentazione che consenta di seguire questo complesso e accidentato cammino. [V]

Sito ufficiale del Sinodo della Chiesa italiana: https://camminosinodale.chiesacattolica.it/

  Le tappe del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia
•  Gruppo di Coordinamento nazionale del Cammino sinodale

1. CEI: le decisioni delle Assemblee generali del Consiglio permanente e della Presidenza (2021-2022)

2. Cosa dicono i vescovi

3. Cammino sinodale: Fase narrativa (2021-2023)

4. I Gruppi sinodali (le sintesi)

5. L’impegno di Viandanti e della Rete dei Viandanti

6. Rete cammino sinodale Chiesa italiana

7. Rassegna stampa [2021- ]

8. Il dibattito remoto [2019-2021]

9. Verso il Sinodo italiano [2015-2021]

4 Commenti su “CHIESA ITALIANA
È TEMPO DI SINODO”

  1. Nell’articolo di Italo De Sandre [https://www.viandanti.org/website/guardare-alle-radici-delle-differenze-per-superare-i-conflitti/] si parla di “frammentazione identitaria” che porta ad una sorta di diaspora tra mille opzioni di vita. Se nel sinodo italiano si riconoscerà questo dato come un dato di larga comprensione allora si potranno cercare le cause che sottostanno abbandonando da tutte le parti l’idea di condannare “quelli che la pensano diversamente da me” . Allora si potranno cercare le strade comuni che diano alla comunità cristiana il senso di “esserci” in una comunità civile più vasta che si costruisce da “mille strade diverse”. In questo quadro di riferimento si colloca il dover affrontare il problema delle cause dell’allontanamento dalla fede religiosa dei giovani. Il lavoro è molto impegnativo . Il sinodo deve diventare un cammino verso il recupero della possibilità di parlare di Dio al mondo intero.

  2. Un contributo al Sinodo è la fotografia in testa a questa pagina: un’assemblea che dopo aver discusso si divide per alzata di mano: chissà dove, chissà quando, chissà su quale tema. Ma il dividersi, all’inizio, per sapere come la pensiamo in parrocchia, anche sui temi caldi, come il celibato ecclesiastico e il sacerdozio alle donne, è la premessa per continuare il confronto. E poi votare, più maturi alla fine. (ma la storia non finisce mai!)
    Ricordo un’assemblea a Trento parecchi anni fa, organizzata dai cattolici della “tradizione” (sì, proprio loro). Sull’interpretazione del Concilio Vaticano II fu acceso il confronto fra Roberto De Mattei e Severino Vareschi. La folla si divise negli applausi, ma non abbiamo mai saputo in quanti, a Trento, condividevano il pensiero di colui che oggi scrive entusiasta una biografia di Pio V, il papa santo di Lepanto. I nemici, allora e oggi, erano i protestanti e i musulmani, ma soprattutto i cattolici dialoganti, come i cardinali Pole e Morone. La diocesi ad assemblee “culturali”, con voto finale, non ha mai pensato.

  3. Grazie…….Ottima raccolta di materiali e documentazione….. Da sola, se venisse riascoltata, con qualche momento di silenzio, sarebbe già un ottimo avvio di una comune riflessione.

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