LA RIFORMA DEL PROCESSO MATRIMONIALE
UNA SCELTA TEOLOGICO-PASTORALE

Il volume si presenta come un’opera collettanea nel panorama del diritto canonico contemporaneo. Curato da Emanuele Tupputi e Rosario Vitale, il testo nasce con l’intento di offrire una riflessione organica e multidisciplinare sull’impatto della riforma voluta da papa Francesco nel 2015, a un decennio dalla sua promulgazione (Papa Francesco, Lettera apostolica in forma di «motu proprio» Mitis Iudex Dominus Iesus sulla riforma del processo canonico per le cause di nullità del matrimonio nel Codice di Diritto Canonico (15 agosto 2015), in AAS, 107 (2015), pp. 958–970).
Uno dei principali punti di forza del libro è la sua capacità di coniugare dimensione giuridica e prospettiva pastorale, evitando una lettura meramente tecnica della riforma. Gli autori analizzano infatti non solo le modifiche normative introdotte dal motu proprio – come la semplificazione delle procedure e l’introduzione del processus brevior – ma anche le ricadute concrete nella vita ecclesiale, sottolineando il delicato equilibrio tra giustizia e misericordia. In questo senso, il volume si inserisce in una linea interpretativa che considera il processo matrimoniale non come un ambito puramente specialistico, ma come uno strumento al servizio della cura delle persone e della verità del vincolo sacramentale.
Il testo raccoglie contributi provenienti anche dall’esperienza della rivista Vox Canonica, offrendo così una pluralità di voci e approcci, arricchendo l’analisi. Tale pluralismo, poi, risulta coerente con l’obiettivo dichiarato dell’opera: fornire un bilancio complessivo della riforma e delinearne le prospettive future.
Particolarmente apprezzabile è l’attenzione riservata, mediante un puntuale Report (primo dopo l’entrata in vigore del Mitis Iudex Dominus Iesus [MIDI]), alla prassi dei tribunali ecclesiastici che evidenziavano la necessità di verificare l’effettiva applicazione delle nuove norme nei diversi contesti locali. Il volume aggiorna tale prospettiva, mostrando come alcune criticità – ad esempio la formazione degli operatori e l’uniformità delle procedure – restino ancora aperte, pur a fronte di indubbi progressi.
Non mancano, infine, spunti critici: alcune risposte mettono in luce il rischio di una interpretazione eccessivamente “pastorale” che potrebbe indebolire la dimensione giuridica del processo, mentre altre evidenziano il permanere di tensioni tra celerità dei procedimenti e garanzia della certezza morale richiesta per la dichiarazione di nullità.
In alcuni contributi si sottolineano i fondamenti ecclesiologici e la ratio della riforma, evidenziando come essa si inserisca in una più ampia visione di Chiesa improntata alla prossimità e alla misericordia. Si sottolinea la centralità del vescovo diocesano quale giudice naturale dei fedeli e interprete della funzione giudiziale come espressione della cura pastorale. Ne emerge una lettura della riforma non riducibile a intervento tecnico, ma qualificabile come scelta teologico-pastorale.
Si analizzano inoltre in modo sistematico le principali modifiche introdotte dal MIDI, con particolare attenzione alla soppressione della doppia conforme, alla semplificazione delle procedure e alla ridefinizione delle competenze. L’esposizione si distingue per chiarezza, mantenendo un costante riferimento alle finalità pastorali della riforma.
Di particolare rilievo è il processus brevior, nel quale si approfondiscono presupposti, struttura e limiti applicativi di tale istituto. Si evidenzia come esso rappresenti uno degli elementi più innovativi, ma anche più problematici della riforma, soprattutto in relazione ai criteri di evidenza della nullità e al ruolo del consenso delle parti. Viene sottolineata la necessità di evitare derive semplificatorie incompatibili con l’esigenza della certezza morale.
Vi è anche un accenno al tema del sistema probatorio nel processo matrimoniale riformato, soffermandosi sul rapporto tra celerità procedurale e garanzie processuali, dove si mette in luce come la riforma non abbia inciso sui principi fondamentali in materia di prova, ma ne abbia modificato le modalità applicative, richiedendo agli operatori un più elevato grado di responsabilità valutativa.
Particolarmente interessante è la parte dedicata ai tribunali ecclesiastici con un’indagine empirica sulla recezione della riforma, evidenziando prassi differenziate a livello locale. Emergono criticità legate alla formazione del personale, alla disponibilità di risorse e all’effettiva implementazione del processus brevior. Ciò risulta particolarmente utile per comprendere lo scarto tra normativa e applicazione concreta.
Non manca il versante pastorale della riforma, ponendo l’accento sull’accompagnamento dei fedeli coinvolti nei procedimenti di nullità matrimoniale. Si evidenzia come la riforma solleciti una rinnovata integrazione tra foro giudiziale e cura pastorale, evitando sia il formalismo giuridico sia una indebita banalizzazione del vincolo matrimoniale.
Restano questioni ancora aperte, tra cui l’uniformità interpretativa delle norme, il ruolo delle conferenze episcopali e la necessità di una formazione continua degli operatori. Viene inoltre prospettata l’esigenza di ulteriori sviluppi normativi o interpretativi, al fine di consolidare gli obiettivi della riforma.
Chiude il volume una lunga Appendice sugli strumenti operativi che in questi dieci anni sono stati creati per una pastorale di prossimità nei confronti delle situazioni di fragilità matrimoniale. Particolarmente interessante è la possibilità tramite QrCode di poter prendere visione di questi strumenti operativi tra questi si evidenziano in modo particolare tre: un Vademecum per una corretta consulenza giuridica pastorale, un Regolamento per come porre in essere un servizio giuridico-pastorale auspicato dal MIDI, ripreso dall’Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia al n. 244 e richiamato, per la sua importanza e ricaduta non solo giuridica ma anche pastorale e spirituale, anche da Leone XIV in occasione di un corso per operatori pastorali e del diritto promosso dal Tribunale Apostolica della Rota Romana (21 novembre 2025). Il testo del Regolamento per un servizio giuridico-pastorale, inoltre, costituisce un unicum nel panorama ecclesiale ed è pensato per favorire una maggiore applicazione di quanto riportato nelle Regole procedurali agli articoli 2-5 del MIDI.
Infine, particolarmente interessante è il testo delle Linee guida per le fragilità matrimoniali che sollecita quella conversione delle strutture ecclesiale e giuridica a favore di una pastorale di prossimità, facendo salva sempre la giustizia e la verità. Un testo duttile e molto interessante, promosso dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, al fine di incarnare quella tanto auspicata sinergia tra dimensione pastorale e dimensione giuridica.
In conclusione, il volume rappresenta uno strumento per studiosi, operatori dei tribunali ecclesiastici e studenti di diritto canonico. Esso offre una sintesi aggiornata e approfondita dello stato della riforma del processo matrimoniale canonico, contribuendo in modo significativo al dibattito sulla riforma stessa e sulle sue prospettive future.
Nel suo insieme, il volume si distingue per la capacità di offrire una lettura articolata e ragionata della riforma del processo matrimoniale canonico, evitando sia approcci meramente descrittivi sia posizioni ideologiche, con una pluralità di prospettive.
Lorenzo Lorusso O.P.
Ordinario di Diritto Canonico della Facoltà Teologica Pugliese
e Consultore del Dicastero dei Testi Legislativi
TUPPUTI – R. VITALE, a cura di, La riforma del processo matrimoniale canonico a dieci anni dal motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus. Dimensione giuridica e pastorale tra bilanci e prospettive, Rotas, Barletta 2026, pp. 247
