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ALBERTO SIMONI
DELL’ORDINE DEI PREDICATORI
FONDATORE E ANIMA DI “KOINONIA”

Parma, 26 giugno 2010.  Alcuni dei soci fondatori di Viandanti (da sinistra): Elio Cirimbelli, don Giovanni
Benassi, Giancarla Codrignani, Angelo Bertani, Paola Pesci, p. Alberto Simoni, Roberto Tarasconi,
Giancarlo Martini e Franco Ferrari.

Note biografiche. Bruno Simoni nasce  a Patrica (FR) il 24 aprile 1937. Terminata la scuola dell’obbligo, si trasferisce nel Collegio S. Domenico di Arezzo per intraprendere il percorso formativo in vista del sacerdozio. Il primo ottobre 1954 inizia il noviziato nel Convento S. Domenico di Pistoia prendendo il nome di Fra Alberto. Il 2 ottobre 1955 emette la professione religiosa e il 9 marzo 1963 viene ordinato sacerdote. Inviato a Roma per completare gli studi alla Pontificia Università S. Tommaso (Angelicum), consegue il lettorato e la licenza in filosofia e teologia. Vive le sue prime esperienze pastorali a S. Maria Novella di Firenze e a S. Domenico di Pistoia, dove è anche docente di filosofia nello Studio Generale dei Domenicani.
Nel maggio 1972 si trasferisce nel Monastero S. Domenico di Querceto (Sesto Fiorentino) dove  promuove una esperienza ecclesiale comunitaria denominata Koinonia e fonda l’omonima rivista mensile (http://www.koinonia-online.it/), di cui è animatore fino alla morte. Contemporaneamente inizia l’insegnamento della religione all’Istituto S. Niccolò e poi all’Istituto per Ragionieri “Dagomari” a Prato.
Il 31 marzo 1988 i superiori lo trasferiscono al Convento di S. Marco a Firenze, dove successivamente viene eletto Priore. Al termine del mandato da priore, nel mese di maggio 1992,  viene trasferito al Convento S. Domenico di Pistoia.
A seguito della soppressione del Convento di Pistoia, il 19 giugno 2018 Padre Alberto viene assegnato al convento S. Domenico di Fiesole, dove muore il 26 gennaio 2024.
È sepolto nel cimitero di S. Domenico di Fiesole.
Padre Alberto è stato tra i fondatori di “Viandanti” nel 2010.

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Padre Alberto e la Chiesa per i Gentili – Padre Alberto Simoni ha fatto parte fin dall’inizio del Comitato promotore e poi è stato uno dei fondatori di “Viandanti”. La foto che apre questa pagina lo ritrae, insieme ad altri soci fondatori, a Parma proprio nel giorno della costituzione dell’Associazione.
Ero andato a trovare p. Alberto, nel grande convento domenicano di Pistoia, su suggerimento di Giancarla Codrignani, per proporgli di far parte del Comitato promotore di Viandanti. Mi accolse con grande gentilezza e mi portò a visitare il convento, poi ci fermammo in una stanza spoglia e iniziai a presentare l’idea di Viandanti, ancora non c’era il nome, arriverà molto dopo.
Fu così che incontrai subito il tratto dialettico che, da buon domenicano, lo caratterizzava. Padre Alberto amava stare su un crinale per poter guardare i due versanti del discorso (i pro e i contro) e più che mettere un punto fermo rilanciava sempre gli interrogativi e le questioni.
Accettò di far parte del Comitato, tenendo sempre viva una riserva critica. Sul caratterizzarci come iniziativa di laici aveva annotato al Comitato promotore: “Mi sembra che si parli di laico e di laicato al di fuori della dimensione di laicità, ma sempre in riferimento ad un quadro di riferimento (ecclesiale) preesistente, in cui ritagliarsi spazi e ruoli. È assente il senso di una soggettività – da credenti o come Popolo di Dio – che si faccia interprete in proprio della fede, lasciando pensare ad una “concessione” da chiedere e ottenere”, mentre riguardo al ‘Fare rete’: pensava che “l’Associazione o Centro dovrebbe avere questa primaria funzione di raccordo e di coordinamento, più che una sua precisa specificità” (19 aprile 2008).
Negli anni successivi tronai varie volte ad incontrarlo a Pistoia, per un confronto, per un consiglio. In uno di questi incontri mi fece dono di un volumetto stampato in proprio intitolato “Una Chiesa per i Gentili”, che portava alla fine questa data: Querceto 1977. Sono 87 pagine scritte a partire dall’esperienza ecclesiale comunitaria denominata Koinonia che aveva animato nel periodo in cui era stato assegnato al Convento san Domenico di Querceto (1972-1988) e continuata poi con la rivista omonima fino al giorno della morte.
Scrive p. Alberto nell’incipit del primo capitolo “I limiti intrinseci di questo lavoro risultano da ciò che lo produce: una riflessione costante innestata su un’esperienza vissuta. L’esperienza è stata quanto di più semplice e normale si possa pensare: il rapporto umano, aperto alla fede. La riflessione aveva il compito di liberare la fede dal complesso sistema religioso tradizionale, per farne emergere il carattere profondamente storico ed umano”.
A questo testo mi sembrò che tenesse molto, me ne parlò infatti ancora animandosi. Eppure quell’esperienza era ormai lontana nel tempo. Ma aveva ragione p. Alberto a “scaldarsi”, il progetto di una Chiesa per i Gentili manteneva (mantiene) ancora molta attualità. Forse si dovrebbe pensare ad editare di nuovo questo fascicolo.
In un passaggio p. Alberto (potremmo dire con assonanze bergogliane) si domandava: “Come va intesa ed impiantata una Chiesa aperta, buona anche per i Gentili – una Chiesa che abbia la massima estensione umana nella massima intensità della fede – che eviti di restringere la sua esperienza sociale e di coartare la propria fede al momento cultuale e al fatto puramente rituale?”.
E poi considerava: “Certo, non si potrà pretendere che ogni singola comunità ecclesiale o parrocchiale acquisti di colpo questa apertura universale dopo secoli e secoli di chiusura e di separazione, quasi studiata e voluta. Ma di qui ad ammettere almeno la possibilità e la ricerca di comunità o nuclei ecclesiali diversi il passo deve essere fatto”.
Una volta, nel novembre 2011, ebbe la bontà di invitarmi a tenere uno degli incontri di Koinonia su “Strategie per una riforma laicale della chiesa: non bastano le parole”, un tema molto in sintonia con Viandanti.
L’ultimo tratto della sua vita è stato segnato dalla sofferenza sia per la malattia, sia per la chiusura del Convento di Pistoia e il suo invio a Fiesole. Eravamo andati a trovarlo nei mesi precedenti al trasferimento, io con altri due Viandanti (Roberto Tarasconi e Paolo Volta), per solidarizzare con lui e fargli sentire la nostra vicinanza umana. Si pranzò insieme e fu molto contento di questa nostra visita.
Il mattino del 26 gennaio 2024, eravamo a Firenze presso le suore Domenicane per un incontro delle riviste aderenti alla rete Viandanti, quando ci raggiunse la notizia della morte di p. Alberto. Anche Koinonia doveva esserci, il numero di gennaio, con l’ultimo editoriale intitolato “Essenza cristiana cercasi” a firma di Alberto Bruno Simoni, da poco era arrivato nelle cassette della posta.
Ora senza padre Alberto anche Koinonia ha terminato la sua corsa.
Franco Ferrari
Presidente di Viandanti

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Il ricordo di alcuni amici
Giancarla Codrignani, Sara Rivedi e Valdo Pasqui, Anna Marina Storoni Piazza, Angela Ales Bello

Il Vangelo è verità. Urge nuovo vigore nella predicazione
Intervista di Silvia Cecchi a p. Alberto (2022)

[L’immagini sono riprese da: https://chiesadelforte.it e dall’Archivio Viandanti]

1 Commento su “ALBERTO SIMONI
DELL’ORDINE DEI PREDICATORI
FONDATORE E ANIMA DI “KOINONIA””

  1. Grazie di averlo fatto sapere…..dovevo pensare che mi avrebbe preceduto non solo presso il Signore ma presso MariaLuisa che era il nostro collante prima in terra e poi in cielo. Grazie!

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