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IL PAPA GAUCHO
ALLA SFIDA DELLA CONVERSIONE PASTORALE

 

Amoris laetitia (AL) è il primo frutto della riforma della Chiesa per via sinodale avviata da Francesco; si tratta dell’esito di due sinodi sulla famiglia (2014-2015) celebrati tra molte polemiche e opposizioni che hanno messo subito in evidenza le difficoltà che il papa argentino avrebbe incontrato nella realizzazione del suo ampio disegno riformatore.

Occorreva rispondere alle “sfide pastorali” della cellula fondamentale della società da tempo attraversata da diversi problemi ai quali nemmeno la Chiesa sa più rispondere in modo credibile ed efficace. A quattro anni dalla sua pubblicazione (19 marzo 2016), è difficile dire quali mutamenti AL abbia concretamente prodotto nella pratica pastorale, che dovrebbe far giungere alle “coppie ferite” (separate, divorziate, risposate) la misericordia di Dio per riammetterle alla vita della comunità cristiana, attuandone in particolare le indicazioni del capitolo VIII, nello specifico anche con la riammissione all’Eucarestia dopo un periodo di discernimento.

Luigi Sandri, da oltre quarant’anni accreditato presso la sala stampa della Santa Sede, con un puntuale e documentato lavoro, Il papa gaucho e i divorziati, giunto in breve tempo ad una seconda edizione aumentata e aggiornata, ci aiuta a capire in quale sfida si sia impegnato l’attuale vescovo di Roma volendo perseguire l’obiettivo di una “conversione pastorale” che prevede sostanziali e profondi mutamenti della prassi.

L’autore, forte della sua specializzazione in Teologia presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, introduce la novità di Francesco e le questioni sollevate da AL con i primi cinque capitoli nei quali tratta l’evoluzione della dottrina sul matrimonio del Concilio di Trento fino a Benedetto XVI, considerando il passaggio innovativo del Concilio Vaticano II (il fine del matrimonio non è solo la procreazione, ma anche la manifestazione del mutuo amore dei coniugi). Lo sguardo si rivolge anche al passato fino alla prassi consentita dal Concilio di Nicea (325), un aspetto che viene approfondito pure da Giovanni Cereti nella prefazione. L’excursus permette a Sandri di evidenziare come “un magistero granitico nell’affermare il ‘no’ all’Eucarestia ai divorziati e risposati” (p. 20) in realtà abbia cambiato più volte dottrina e prassi nel corso del tempo.

Centrali per la tesi, non infondata, che Sandri vuole sostenere sono quattro capitoli (VI, IX, X e XI) nei quali mette sotto la lente dell’analisi critica l’approccio di Francesco alla riforma: “intangibilità della dottrina, da una parte, e dall’altra, possibilità di mutare la pastorale, tenendo conto delle varianti situazioni psicologiche, spirituali, sociali, ambientali e storiche” (p. 190). Poiché la pastorale altro non è che la traduzione pratica, pedagogica, dei principi della dottrina, Bergoglio, per non restare “prigioniero” di una contraddizione insanabile come denunciano i suoi critici (v. capitolo XI), dovrebbe, secondo l’autore, affrontare le questioni con un Concilio.

Non si tratta, infatti, solo di rendere esplicito ciò che AL sottace, ma soprattutto per affrontare i molti problemi che bussano alla porta della Chiesa del terzo millennio, tra i quali vengono indicati: l’evoluzione dei dogmi, libertà/autorità/democrazia, episcopato/popolo di Dio, il ruolo delle donne, ecc. E, conclude l’autore, la storia ci insegna che il Concilio “è la via regale per affrontare i più gravi e complessi problemi della Chiesa” (p. 377). Però, non un’assemblea clericale, che ha fatto il suo tempo. Il Concilio auspicato dovrà essere un luogo “nel quale oltre ai vescovi, siano presenti a pieno titolo, come ‘padri’ e ‘madri’: presbiteri, diaconi, monaci e monache, religiosi e suore, laici, donne e uomini” (p. 368).

In proposito, il secondo prefatore del volume, la teologa Lilia Sebastiani, mette in evidenza come vi sia l’esigenza di “una conversione nel modo di vedere e nel linguaggio per rendere l’annuncio cristiano più adatto a un contesto culturale pluralista e in continua evoluzione” (p. 38).

Lo stile giornalistico col quale è scritto il volume consente di avvicinarsi facilmente a temi che hanno diversi risvolti teologici non semplici; da apprezzare anche la passione storica di Sandri che consente al lettore di guardare alle questioni in senso dinamico-evolutivo.

In conclusione si devono spendere alcune parole sull’epiteto gaucho che il titolo assegna a Francesco. Nulla di irriverente, ma un riferimento dotto al poema epico El Gaucho Martín Fierro molto caro a Bergoglio. Fierro è una figura quasi mitica di uomo coraggioso, fedele e amante della giustizia sociale.

Come Fierro, il gaucho Francesco è impegnato in un’ardua cavalcata che attraversa i problemi della Chiesa.

Franco Ferrari

Luigi Sandri, Il papa gaucho e i divorziati. L’amore controverso ai tempi di Francesco (Prefazione di G. Cereti e L. Sebastiani), Aracne editrice, Canterano (RM), 20192, pp. 390.

Recensione ripresa da “Missione Oggi” (n.4 / luglio-agosto 2020)

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