Home > Rubriche > Le nostre letture > Pastorale > L’ESPERIENZA DELL’ISOLOTTO

L’ESPERIENZA DELL’ISOLOTTO

Jacques Servien (pseudonimo di Philippe Renard), studioso e docente di letteratura italiana, ha vissuto a Firenze quando si svolgevano gli eventi narrati in questo libro: “L’esperienza cristiana dell’Isolotto. Il racconto di un testimone partecipe”. Lo scrisse in francese nel 1969 e ora, a quasi cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, è stato ben tradotto in italiano, a cura dell’Archivio storico della comunità dell’Isolotto.

Il libro illustra la vicenda della parrocchia e della comunità dell’Isolotto, che ha avuto un momento di straordinaria visibilità nel periodo 1968/1969, ma con una storia significativa ben più ampia: dalla metà degli anni cinquanta fino ai primi anni settanta e oltre.

Don Enzo Mazzi fu nominato parroco dell’Isolotto nel 1954; da subito vive a diretto contatto con il popolo e pratica un nuovo modo di essere prete: povertà evangelica, rinuncia di ogni remunerazione, ascolto, comunione, decisioni condivise nelle assemblee parrocchiali, compiti non prettamente sacerdotali assegnati completamente ai laici. La parrocchia è davvero una comunità aperta e ha a cuore soprattutto i poveri e gli operai.

Tutto ciò provocherà contrasti con la gerarchia ecclesiale.

L’occasione del Vescovo Florit per la definitiva rimozione del sacerdote avviene il 22 settembre 1968, quando Don Mazzi, assieme ai parroci della Casella e di Vingone, sottoscrisse una lettera di solidarietà ai fedeli che avevano occupato il Duomo di Parma.

La descrizione dell’esperienza di don Mazzi e dell’Isolotto è preceduta nel libro dalla descrizione del clima sociologico del cattolicesimo toscano di quel periodo, con il racconto della chiesa di Firenze e di alcuni personaggi significativi: don Giulio Facibeni, il cardinale Elia Dalla Costa, monsignor Florit, Giorgio La Pira, monsignor Bartoletti.

Sono poi ricordati gli “uomini in ricerca” di allora: padre Ernesto Balducci, padre Giovanni Vannucci, don Milani, don Bruno Borghi. Dice Servien: “Il cattolicesimo italiano è un immenso serbatoio che fa acqua da tutte le parti, ma nel quale convogliano nuove acque… qualche volta l’acqua ferma del serbatoio si agita grazie ad alcuni uomini”.

Questo libro, scritto in modo magistrale, con un reportage sempre vivace e incisivo, ci immerge in un mondo che sembra ormai lontano e tanto diverso dalla realtà odierna, ma descrive fatti che molti di noi ricordano: sembravano dimenticati, ma tornano facilmente alla memoria. I più giovani potranno leggerlo con piacere, per scoprire una fase storica importante del cattolicesimo italiano e un nuovo modo di vivere la chiesa.

E’ immaginabile oggi una parrocchia come fu quella dell’Isolotto nella Firenze degli anni sessanta?

Manca la partecipazione e la forza ideologica che motivava la gente di allora, ma anche oggi ci sono sicuramente nuove acque nell’immenso serbatoio del cattolicesimo italiano e il vescovo di Roma è una fonte che dona speranza, per una nuova e radicale esperienza evangelica.

Emilio Binini

Jacques Servien, L’esperienza cristiana dell’Isolotto. Il racconto di un testimone partecipe, Libri liberi / Comunità dell’Isolotto, Firenze 1919, pp. 112
Edizione a cura dell’Archivio storico della comunità dell’Isolotto, con uno scritto di Antonio Schina.

Articoli correlati

SCUOLA E RELIGIONI

IL MIO CONCILIO

UN GESUITA A SCAMPIA

LA LEZIONE STORICA E TEOLOGICA DEL VATICANO II