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Intervista di Francesco Ognibene a Silvio Garattini
L'intervista che riprendiamo è stata pubblicata il 19 febbraio dal quotidiano "Avvenire". Per gentile concessione del direttore Marco Tarquino, che ringraziamo vivamente per l'attenzione, possiamo proporla agli internauti che frequentano il nostro sito. [V]
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Sapienza senza età. A 93 anni Silvio Garattini non è solo uno dei più insigni farmacologi al mondo, il formatore di generazioni di scienziati cresciuti alla severa scuola dell’Istituto Mario Negri di Milano che fondò nel 1963: oggi è la voce più autorevole della ricerca in Italia, e soprattutto un uomo che non ci si stanca mai di ascoltare, per la precisione dei concetti, sempre calibrati e asciutti, e la gentilezza d’altri tempi. I trent’anni della Giornata mondiale del malato che la Chiesa ha appena celebrato offrono l’occasione per un dialogo a tutto campo. Partendo dalla sua Bergamo. E dalle radici, che custodisce gelosamente.
«Sono cresciuto in oratorio – racconta nel soggiorno della sua casa milanese –, ho sempre avuto come riferimento l’imperativo ebraico-cristiano: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". E questo è il punto di unione tra due grandi motori della società: la religione e la scienza. Se la religione ci introduce al mistero, la scienza crede nelle cose che può osservare e misurare. In molti campi però la finalità diventa la stessa: migliorare il mondo».
Cosa le ha insegnato l’educazione in parrocchia? Devo moltissimo alla mia formazione oratoriana, ha avuto grande importanza aver partecipato ...
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