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Milena Simonotti
Il messaggio di Papa Francesco, per la cinquantaquattresima Giornata Mondiale della Pace, merita un’attenzione particolare. Francesco parla di un Dio creatore, origine della vocazione umana alla cura. Parole estremamente importanti, basilari nella costruzione quotidiana della vita di ciascuno: “Nella Bibbia, il Libro della Genesi rivela, fin dal principio, l’importanza della cura o del custodire nel progetto di Dio per l’umanità, mettendo in luce il rapporto tra l’uomo (l’adam) e la terra (‘adamah) e tra i fratelli. Nel racconto biblico della creazione, Dio affida il giardino “piantato nell’Eden” (cfr. Gen 2,8) alle mani di Adamo con l’incarico di “coltivarlo e custodirlo” (cfr. Gen 2,15). (…) I verbi “coltivare” e “custodire” descrivono il rapporto di Adamo con la sua casa-giardino e indicano pure la fiducia che Dio ripone in lui facendolo signore e custode dell’intera creazione”
Osservare e riconoscere La parola cura trova la sua etimologia nell’antica radice Ku/Kav: osservare. Si apre uno spazio infinito. Osservare è lo sguardo che sa cogliere l’immediatezza e la profondità dell’altro e di tutto ciò che partecipa ai nostri giorni: la natura, il cosmo, la terra e il cielo. Osservare richiede tempo, un tempo che è sinonimo di vita, dove noi sentiamo di crescere aprendo un orizzonte di avvenire, e richiede l’interiorizzarne i significati, designare l’importanza che diamo a ciò che ci circonda, che è bene e che dobbiamo preservare perché non diventi male. Non si può gustare la pace se i nostri atti non sono volti alla custodia, ...
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