Vincent van Gogh, Il buon Samaritano (1890), Kröller-Müller Museum (Otterlo, Olanda)

I BUONI SAMARITANI

Francesco, Vescovo di Roma

Il testo che proponiamo è ripreso dal secondo capitolo (nn. 63, 67-80, 86) della recente enciclica di papa Francesco, Fratelli tuttiIl capitolo, sviluppato a partire dalla parabola del buon Samaritano, ci sembra offra molti spunti per prepararci all’incontro con l’Evento di Betlemme. (V) I titoletti non sono quelli del testo originale, ma redazionali.

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Gesù racconta [Luca 10, 25-37 ndr] che c’era un uomo ferito, a terra lungo la strada, che era stato assalito. Passarono diverse persone accanto a lui ma se ne andarono, non si fermarono. Erano persone con funzioni importanti nella società, che non avevano nel cuore l’amore per il bene comune. Non sono state capaci di perdere alcuni minuti per assistere il ferito o almeno per cercare aiuto.

Uno si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato una cosa su cui in questo mondo frettoloso lesiniamo tanto: gli ha dato il proprio tempo. Sicuramente egli aveva i suoi programmi per usare quella giornata secondo i suoi bisogni, impegni o desideri. Ma è stato capace di mettere tutto da parte davanti a quel ferito, e senza conoscerlo lo ha considerato degno di ricevere il dono del suo tempo. […]

Come rifare una comunità  Questa parabola è un’icona illuminante, capace di mettere in evidenza l’opzione di fondo che abbiamo bisogno ...

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