Susanna Pasolini ne "Il vangelo secondo Matteo" (1964) di P. P. Pasolini

ANNO SETTIMO DEL PONTIFICATO
LA SFIDA DELLE DONNE

Marinella Perroni

Il confronto con le istanze delle donne è una sfida a cui la Chiesa, come tutte le altre istituzioni, non si può più sottrarre, ma si tratta di una sfida quanto mai tentacolare, che chiede coraggio profetico, ma anche lucidità teologica. Chiama infatti in causa sia l’impianto dottrinale che la prassi pastorale della chiesa cattolico-romana. Ma chiede anche consapevolezza storica di sé e della propria identità e, soprattutto, volontà politica: la Chiesa è stata in grado di vivere (e non solo sopravvivere) per due millenni perché ha saputo, sia pure con grande lentezza, intercettare i segni dei tempi e leggerli alla luce del vangelo di Gesù di Nazareth, della sua persona e della sua predicazione, riconoscendo valore salvifico universale alla sua morte e rischiando la propria credibilità sulla fede nella sua risurrezione. Per dirla evocando una splendida espressione di Luis Sepúlveda: la Chiesa ha saputo rispettare solo il limite dell’orizzonte e mai e poi mai una frontiera. È, in fondo, la prospettiva della solenne finale del vangelo di Matteo (28,16-20).

Una spina nel fianco Un pontificato, d’altro canto, appartiene alla cronaca, ma al contempo appartiene alla storia e valutarlo con lenti multifocali non è facile. Bisogna accettare che qualsiasi giudizio possa essere miope o presbite, ottuso o lungimirante. Credo però che, al netto di tutto questo, per la Chiesa di Francesco le donne continuino a essere una spina nel fianco. Non solo per lui, ma per tutto l’apparato in cui a ...

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