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Il Buon Samaritano (miniatura dal Codex purpureus rossanensis, sec. VI) - Rossano, Museo diocesano e del Codex
Fabrizio Filiberti
Occorre tornare ad occuparci dell’immigrazione. Molte nostre parrocchie (questa volta non la Chiesa nella sua voce ufficiale) stanno affondando. In preda ad un’incapacità di discernimento - nel senso del non avere gli strumenti per giudicare i fatti, ma anche del non saper attingere al patrimonio della fede che offre indicazioni di principio inequivocabili - vivono un più o meno taciuto disagio nel sentire voci diverse e antagoniste: le sirene di una politica che fa del contrasto dell’immigrazione la priorità (la stessa parola “contrasto” imprime già una precisa disposizione…); la voce del Papa e di parte del mondo cristiano, che ritengono prioritario salvare le vite; le voci di un mondo laico che, anche in modo serio e moderato, affrontano il problema cercando linee di soluzione sulle quali si è spesso divisi e spinti a polarità inconciliabili. Occorre tornare a riflettere Questo scenario offre la normalità di una situazione complessa, epocale (non emergenziale!) che mette alla prova posizioni consolidate e quadri di valori di solito facilmente applicabili alla quotidianità. È bene, per noi credenti, ritornare a riflettere. Parlarne senza timore, farne un’analisi che non offende né giudica. Alcune posizioni, incivili, inumane, si mostrano in fondo da sé e come risposta non hanno che quella del profeta al popolo dal cuore indurito, dalla crosta dura che nessuna buona predica sa scalfire perché “ascoltano e non intendono”. Altre sono le persone che, sinceramente, cercano di posizionarsi di fronte ad un tema che tocca le viscere, il radicamento nella terra e il sangue di ... Leggi tutto