Gruppo del Manifesto di Ventotene

L’EUROPA “LIBERA E UNITA” NASCE A VENTOTENE

Giancarla Codrignani L\'isola vulcanica dell\'arcipelago pontino, oggi luogo di tranquillo turismo, è grande tanto da contenere più o meno 700 abitanti. Gli imperatori romani vi relegarono donne scomode, Giulia figlia di Augusto, Agrippina moglie di Germanico, Ottavia moglie di Nerone. Alla fine degli anni Trenta del secolo scorso il fascismo ci spedì al confino, uno dopo l\'altro, circa 900 antifascisti. Una “Carta” per la libertà I giovani - ma non solo i giovani - non sanno più che ottant\'anni fa gli italiani, già da vent\'anni, accettavano che, per aver espresso un\'opinione non conforme al governo, gente perbene finisse al confino o in carcere o magari ammazzata. E nessuno ricorda se si è emozionato quando, nel 2016, su invito del governo italiano, i presidenti di Francia e Germania hanno celebrato il luogo dove è nata l\'Europa moderna, davanti alla tomba di Altiero Spinelli, dove rievocarono i pochi italiani dalla schiena dritta che, pur relegati a Ventotene, nel 1941, nel pieno di una guerra - la seconda "mondiale" del secolo XX - che fu il prezzo che il mondo pagò per porre fine a regimi disumani - non sapevano che sarebbe costata milioni di vite, anche di stranieri disposti a morire per liberare il mondo dalla minaccia del fascismo e del nazismo - si permisero il lusso di progettare l\'Europa dei diritti e delle libertà, che non siamo ancora stati capaci di realizzare, per mancanza di una coscienza altrettanto coerente dell\'ovvietà del loro progetto. Il "Manifesto per un\'Europa libera e unita", conosciuto con il nome di Leggi tutto

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