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Giancarla Codrignani
Cari amici "viandanti", chi vagabonda con qualche fiducia in "questo" mondo ogni tanto ha bisogno della bussola: le bussole non sono mai di "orientamento", ma di informazione....
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Tra poche settimane andremo a votare. Un voto molto importante perché perfino la coscienza di essere italiani - o francesi, greci, polacchi - è da tempo ottenebrata da richiami nazionalisti ostili al rafforzamento di un\'Europa davvero unita nell\'interdipendenza. Cittadini del mondo a nostra insaputa I primi "sovranisti" italiani, anni fa, sono nati secessionisti ("prima il Nord"): oggi guardano al nostro paese in termini elettorali ("prima gli italiani") e si rifanno ad una cultura in cui la nazione fa riferimento non a Dante, ma a cucine televisive dove le pizze napoletane si confrontano con i canederli altoatesini ancora sudtirolesi. Nel terzo millennio - mentre le sonde spaziali viaggiano oltre Marte e i cinesi provano a far crescere germogli sull\'altra faccia della luna - gli italiani sono già (forse non ce ne accorgiamo, ma è una delle conseguenze della globalizzazione) cittadini del mondo; ma nell\'immediato stentano a sentirsi almeno europei, anche se le antiche fabbrichette del Nord sono sopravvissute solo perché esportano in tutta Europa. Non è infondato, infatti, il timore che molti europei che non si spiegano più come mai abbiano votato i governi che oggi contestano, resi perplessi dalla violenza dei "movimenti" populisti e non popolari, per sfiducia rinuncino al voto (cioè alla democrazia). La memoria corta L\'indifferenza già sperimentata nel 1938 quando le ... Leggi tutto