TRA VASTO E TODI: LE DIFFICILI PREVISIONI

Giancarla Codrignani Diciamo la verità: non è facile venir fuori dai guai se si desidera tornare alla buona politica. Cercando di sondare le prospettive, siamo alla sfera di cristiallo: può succedere di tutto. Chi si aspettava ora il crollo di Bossi? Non ci si può arrendere, ma si incomincia ad avere pietà per chi regge responsabilità di partito in un paese che ha dovuto far ricorso ai tecnici per l'impossibilità di decidere provvedimenti di rigore a causa sia della decomposizione del Parlamento, sia dell'invasione del populismo dovute entrambe alla politica berlusconiana. Tuttavia non si traggono elementi di conforto neppure dalla legge elettorale in via di probabile (?) costruzione che - come dice Bindi - riporterebbe alla precarietà di governi destinati ad elezioni anticipate ad opera del primo Di Pietro o Vendola in vena di remare contro; figuriamoci, poi, con le alleanze variabili di eventuali terzi poli. Sullo sfondo resta ancora sospetto l'animale politico del Berlusconi che sorride un po' troppo e forse pensa alle opportunità di una prevedibile ampia astensione: l'antipolitica giova solo a lui (e a chi cerca alibi nei piccoli partiti destinati a disperdere voti). Una democrazia a rischio Domandarsi dove stanno andando gli auspici di Todi è come chiedersi che cosa farà Bersani della foto di Vasto. Forse - lo dico sommessamente - è il momento giusto per dire che i cittadini dovrebbero guardare oltre le lamentazioni e ...

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