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Luisa e Paolo Benciolini
Apparteniamo alla generazione che, dopo aver respirato intensamente e con gioia gli anni e lo spirito del Concilio, ha vissuto con disagio il sofferto pronunciamento di Papa Montini sul tema della procreazione responsabile, concretizzatosi nella Enciclica Humanae Vitae (HV). Pur riconoscendo, nella luce della Gaudium et Spes (GS), il duplice significato “unitivo” e “procreativo” dell’amore coniugale (HV n. 12), si dichiarava “illecita” “ogni azione che si proponga, come scopo o come mezzo, di rendere impossibile la procreazione “ (HV n. 14).
Venivano quindi considerati leciti solo i mezzi “naturali”, osservando cioè la “continenza periodica” (HV n. 21).
L’accelerazione del cambiamento
Molti sono i passaggi dell’Enciclica che si offrono oggi ad una rilettura che tenga conto dei contributi delle scienze umane in questi cinquant’anni e delle esperienze che, nel frattempo, sono andate maturando sia in ambito civile che ecclesiale. Con particolare riferimento a quest’ultimo, la comunità dei credenti non può prescindere, nello spirito della Gaudium et Spes (GS n. 41), dal contributo dei laici e, per il loro compito ministeriale, dei laici sposati.
Ricordiamo, comunque, che già allora il Papa prendeva atto che si erano verificati “mutamenti tali da far sorgere questioni che la Chiesa non poteva ignorare” (HV n. 1) e richiamava, tra gli altri (HV n. 2), “le condizioni di lavoro e di alloggio, come pure le accresciute esigenze sia nel ...