Vassily Kandinsky, Composizione VIII (1923). Museo Guggenheim, New_York.

ESSERE, DIVENTARE VIANDANTI
NOI, “QUELLI DELLA VIA”

Marco Bertè

 Nel cammino verso la nostra Assemblea soci, che si terrà il 30 novembre, stiamo pubblicando a puntate le riflessioni, o meglio la lunga meditazione sull’essere viandanti, che Marco Bertè, uno dei soci fondatori,  ci ha donato con questa dedica: “Una meditazione dedicata agli amici dell’Associazione Viandanti, con il piacere di ricordare un’idea e un’amicizia”. Una preparazione remota della quale ringraziamo molto Marco. [V]

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Negli Atti degli Apostoli i primi cristiani sono presentati come “quelli della via”. Quelli che sono sulla via, che vanno lungo la via. Dunque, come viandanti. Ma viandanti in che senso? Non nel senso, tramandato da una vulgata che ancora resiste, di essere su questa terra di passaggio, in cammino verso altrove, verso una patria celeste, la vera l’unica patria. Non in questo senso. Ma nel senso che la “via” in cui sono e lungo la quale vanno è quella percorsa dal Gesù terreno dei Vangeli.

“Quelli della via” son detti così perché si pongono, sono alla sequela di Gesù. Non passano fugacemente nel nostro mondo, muovendosi verso un altrove sconosciuto e inconoscibile, ma cercano l’altrove, l’essere altrimenti, nel presente, nel qui ed ora. E dove e quando si danno il qui e l’ora, se non nella strada, in cui e lungo la quale vanno come viandanti?

Conviene dunque riprendere ed approfondire nella quotidianità le figure del viandante che abbiamo cercato, visitato ed interrogato [Abramo, Ulisse, Giacobbe, Giobbe, Gesù]. Esse costituiscono una ...

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