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Marco Bertè
Nel cammino verso la nostra Assemblea soci, che si terrà il 30 novembre, stiamo pubblicando a puntate le riflessioni, o meglio la lunga meditazione sull’essere viandanti, che Marco Bertè, uno dei soci fondatori, ci ha donato con questa dedica: “Una meditazione dedicata agli amici dell’Associazione Viandanti, con il piacere di ricordare un’idea e un’amicizia”. Una preparazione remota della quale ringraziamo molto Marco. [V]
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Per comprendere la logica del viandante è necessario contrapporre ad Ulisse Abramo. Figura del viandante, dell’autentico viandante, non è Ulisse. È Abramo.
Ecco: autentico viandante è Ulisse, che torna a casa sospinto dalla nostalgia e dal desiderio di Itaca e della sposa, o Abramo che cammina verso ciò che non sa, chiamato da una voce misteriosa? Non v’è dubbio: non è Ulisse l’autentico viandante. È Abramo. È chiaro che chi ritorna, come Ulisse, vede prossima la conclusione del suo cammino e, appena giunto, non sarà più viandante, non sarà più lungo la via. E chi, come Abramo, cammina non sa verso dove, solo chiamato da una voce misteriosa, non sa né attende alcun ritorno, è sempre sulla via, sempre viandante.
Un autentico viandante Ma veramente Ulisse è sempre rivolto solamente a sé, e Abramo sempre rivolto solamente ad Altro e agli altri? Non è forse vero che Ulisse, appena abbracciata la sposa e prima ancora di gustare le gioie del talamo, le rivela la predizione di Tiresia, “Ancora alla fine di ...
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