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RESPONSABILI DELL’UMANO

Questa pubblicazione postuma, rappresenta, a nostro avviso, il punto più alto della ricerca di Christian Albini, in quanto il testo propone un programma organico di revisione dei fondamenti dell’antropologia teologica usando tutti gli strumenti che l’autore ha negli anni esplorato e sviluppato.

Come aveva già fatto in precedenti lavori, pensiamo a “Cerco parole buone su vita, amore e morte” pubblicato nel 2016, l’autore si pone l’obiettivo di rivisitare il lessico e il linguaggio della teologia per avvicinarlo alle sfide aperte dall’attualità. Il discorso è sviluppato unendo la pacatezza e la determinazione che l’autore ha dimostrato in molti suoi interventi. Nessun aspetto controverso è taciuto ma allo stesso tempo nessuna soluzione è proposta ricorrendo a toni apodittici.

Il punto di partenza di tutto il percorso è riconoscere l’umanità nella realtà del vivere quotidiano, nelle domande aperte dal soffrire e dall’amare che il procedere nel mondo richiede a tutti noi, come individui e come comunità. In effetti, uno dei primi discorsi sviluppati nel testo affronta il tema della tendenza all’essenzialismo in teologia. Essenzialismo è trasformare un attributo, magari accidentale, in un elemento definitorio. Se in passato la teologia cristiana ha sofferto questo atteggiamento filosofico, nel contesto attuale è opportuno disporre di strumenti diversi. Per l’autore è in particolare necessario partire dalla relazione con Cristo, che ogni cristiano è chiamato a costruire.

L’uomo è un’esistenza in relazione ed ogni sua scelta morale deve partire per prima cosa dal riconoscimento della trama di relazioni in cui quella scelta si stabilisce. La consapevolezza di questa condizione è quindi necessariamente in continua evoluzione, per gli individui e per la società e richiede un continuo impegno, una chiamata continua alla responsabilità, alla co-responsabilità. Diversi altri aspetti sono affrontati nel testo, la tradizione religiosa, il rapporto tra teologia e scienze, il valore dei diritti umani, l’identità personale, la sessualità, la sofferenza ma l’elemento centrale è certamente la chiamata all’agire responsabile che si definisce come tensione tra individuo e società. Tensione che l’autore risolve come sintesi, ad esempio sottolineando come la fiducia rappresenti un elemento costitutivo di qualsiasi comunità, implicando quindi un reciproco affidarsi, che è richiesta di ascolto e di impegno comune. È da apprezzare infatti che il testo promuova questo atteggiamento di ascolto mettendolo in pratica. Così, nella discussione l’autore evita di demonizzare le diverse posizioni del dibattito, puntando soprattutto alla ricerca di un punto di incontro capace di valorizzare l’insieme dei punti di vista presi in esame.

Paolo Ceravolo

Christian Albini, Responsabili dell’umano. Antropologia inclusiva in chiave etico-politica, Cittadella editrice, Assisi 2020, pp. 188

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