
IN PRIMO PIANO
Fulvio De Giorgi
Tempi di responsabilità per i cattolici italiani. Tempi di metanoia per tutta la Chiesa d’Italia.
In effetti il tragico momento nazionale, che stiamo vivendo, esige ed impone un vero e proprio salto di qualità. Per questo è necessario l’avvio di un percorso verso il primo Sinodo italiano. Si tratta di un’esigenza spirituale di conversione e, insieme, di una lettura responsabile dei segni dei tempi: un ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa.
Il tempo è ormai maturo Papa Francesco aveva, in effetti, indicato questa opportunità al Convegno nazionale della Chiesa italiana di Firenze: aveva cioè – come ama dire – avviato un processo. I tempi per metabolizzare ed elaborare questa proposta da parte della comunità ecclesiale nazionale non sono stati rapidi. Ma forse, ad un’analisi realistica delle inerzie storiche di medio e lungo periodo, non ci si dovrebbe troppo meravigliare. E neppure, credo, essere severi censori.
E tuttavia il tempo ormai è maturo. Per questo il 30 gennaio il papa ha detto alla Cei: «Dopo cinque anni, la Chiesa italiana deve tornare al Convegno di Firenze, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare».
Non mi pare utile esternare sterili compiacimenti, quasi a voler dire che il papa ha rimbrottato i vescovi italiani, ...
Leggi tutto