
IN PRIMO PIANO
Franco Ferrari
Per Bose questi sono i giorni della tribolazione e della prova. La Chiesa universale, la Chiesa italiana, il cammino ecumenico, la ricerca liturgica, la lectio divina (che vuol dire la centralità della Parola), i molti che negli oltre cinquant’anni di vita della comunità sono passati e spesso tornati a Bose e nelle altre fraternità (Assisi, Cellole, Ostuni, Civitella), tutti dobbiamo molto a questa realtà frutto del Concilio e al suo fondatore Enzo Bianchi.
Turbamento e gratitudine Di fronte a quanto è accaduto si viene presi da molti sentimenti contrastanti e da un forte sconcerto, acuito in particolare dalle scarse informazioni ufficiali e dal silenzio dei vescovi italiani, che non sembrano giovare a una presa di coscienza del Popolo di Dio. Ogni questione di grande rilievo che riguarda una comunità, come questa di cui stiamo scrivendo, non può mai essere una questione privata. Interessa tutta la Chiesa.
Superato il turbamento iniziale, la ragione ci aiuta a tenere in primo piano il senso di gratitudine per il cammino di Chiesa che Bose ci lascia intravvedere. Un futuro possibile, che intercetta nel profondo i segni dei tempi (non la moda del tempo), che anticipa - come è proprio di chi nella Chiesa vuole essere segno del “già e non ancora” - linguaggi e pratiche che dovrebbero farsi strada per consentire alla Chiesa di parlare alle future generazioni e di ritornare ad essere una.
Non si può che sperare che l’atto di sofferta obbedienza ...
Leggi tutto