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“DECRETO SICUREZZA” RIFLESSIONI A MARGINE MA NON MARGINALI

Sandro Campanini decreto-sicurezza-testo-cosa-prevede-cambia-immigrazione-salvini Questo articolo appare in contemporanea nel nostro sito e nel sito della rete C3dem. Insieme alla Rete “Costituzione, Concilio, Cittadinanza”, una realtà che collega molte associazioni e gruppi espressione del cattolicesimo democratico, vogliamo dire una parola su un discutibile atto del nostro Governo, che più passano i giorni e più appare non essere in sintonia, prima ancora che con la legge fondamentale, con il profondo sentire dei cittadini. Pur in modo pacato, ci sembra così di rispondere anche all’invito di Corrado Lorefice, arcivescovo nella Chiesa di Palermo: «Che non ci accada di rimanere in silenzio dinnanzi ai “dis-umani” decreti – tanto meno di approvarli! – che aggravano la sofferenza di quanti sono già vessati dalla povertà e dalla guerra».

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Nel mare magnum (per fortuna!) delle tante considerazioni di questi giorni sull’applicazione del cosiddetto “decreto sicurezza” in riferimento ai profughi, alcune ulteriori riflessioni. La giusta mobilitazione contro una legge ingiusta Innanzitutto, è da registrare il crescere della mobilitazione civile e politica contro questa legge ingiusta e non degna della nostra Costituzione e dei valori profondi del nostro popolo. In particolare, in questo contesto, è giusto segnalare che la Chiesa cattolica, sia tramite i suoi organi ufficiali (dal Papa, che pur non potendo citare direttamente i provvedimenti dei singoli stati,  non ha mai smesso di ricordare in ogni occasione il dovere dell’accoglienza, alla CEI e a molti singoli Vescovi, senza dimenticare l’attiva azione informativa-formativa svolta ...

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