Assemblea parrocchia dei Colli di Fontanelle (NA)

COMUNITÀ CRISTIANE
PROFETICHE, SE MISSIONARIE

Mario Menin

Il grande profeta Isaia descrive con un’immagine molto suggestiva la missione della profezia nell’Antico Testamento: “Sentinella, quanto resta della notte?”. È compito del profeta scrutare i segni dei tempi, anche quelli della “notte”, quando gli altri dormono e non riescono ad intercettare l’aurora. La sentinella indispensabile Una figura senz’altro affascinante, di cui si avverte il bisogno anche oggi, sia nella Chiesa, sia nella società. Nella Chiesa, perché, priva della profezia, si lascerebbe prendere in ostaggio dalla “notte”, com’è già successo lungo la sua storia, anche nella prima metà del Novecento, in Italia e nel resto dell’Europa. L’assenza di questa sentinella ha messo a rischio la navigazione della barca della Chiesa, soprattutto quando è caduta nella tentazione di ammainare l’unica vela in grado di farla procedere controvento: la profezia evangelica! Nella società civile, perché, senza profezia, anche la democrazia più avanzata rischia di lasciarsi ipnotizzare dalle paure della “notte”, imboccando le vie della necropolitica, in nome di risorgenti nazionalismi e razzismi che sono la negazione dei valori fondamentali della nostra civiltà – e del cristianesimo che li ha ispirati –: libertà, uguaglianza e fraternità. Una profezia collettiva La grande differenza tra la profezia nell’Antico Testamento e nel Nuovo è che nell’Antico erano profeti i singoli, mentre nel Nuovo tutta la comunità, senza particolari monopoli. Purtroppo la Chiesa cattolica viene da una lunga storia di monopolizzazione clericale dei carismi e servizi – anche di quello profetico – per cui si è trasformata in una grande moltitudine governata dall’alto, con la conseguenza ...

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