Rupnik, Discesa agli inferi, part. (2015). Chiesa di Sant'Agostino, Casciago (VA)

NEL DESERTO DELLA PANDEMIA:
DIO, DOVE SEI? UNA DOMANDA ERRATA

Luca Mazzinghi

La situazione che il mondo sta vivendo mette duramente alla prova ogni essere umano e quindi, in quanto anch’essa realtà umana, la comunità cristiana. La chiesa cattolica, in particolare, si trova a dover affrontare una situazione inedita. Forse potremmo esser capaci di saper dire come si affronta una situazione di persecuzione. Ma questa prova collettiva, provocata da un agente patogeno del tutto imprevisto, ci lascia disorientati.

Non appena ci si è accorti che anche in Italia il pericolo di contagio era più che reale, la chiesa ha subito deciso di sospendere ogni attività pubblica, in primis la celebrazione dell’Eucarestia. E questo ci ha ben presto lasciati nudi, senza parole. Specialmente i preti, abituati da secoli a centrare l’intera attività sull’aspetto celebrativo, e adesso in difficoltà a dover ripensare tutta la loro vita.

“Guardare” la messa non è celebrarla Pur con generosità e inventiva e, perché no, con coraggio ci si è dedicati a moltiplicare le occasioni di celebrazioni virtuali: Messe in streaming, celebrazioni televisive in chiese vuote con celebranti solitari, a cominciare dallo stesso papa Francesco. Ma “guardare” la Messa non è celebrarla. Messe senza popolo, popolo senza Messa; e mai sopite nostalgie tridentine che riemergono. Troppo poco, invece, si sta puntando sulla maturità e sulla responsabilità del popolo cristiano, sulla capacità di meditare, accogliere e celebrare la parola di Dio, sulla necessità di mettere a frutto la dimensione sacerdotale propria di ogni battezzato.

La gerarchia ecclesiastica ha prodotto molti documenti ...

Leggi tutto