INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA:
UNO SGUARDO EUROPEO

Alberto Bondolfi

I mesi che stanno dietro a noi hanno visto una ripresa delle discussioni attorno alla regolamentazione giuridica dell’interruzione di gravidanza in vari paesi europei. Come interpretare questa ripresa nel contesto preciso in cui ci troviamo a vivere? Mi sembra difficile porre una diagnosi precisa in questo ambito poiché i paesi europei che ne discutono in maniera esplicita sono alquanto diversi tra loro anche se tutti confrontati ad uno scenario mondiale che li accomuna.

I paesi europei che ne stanno parlando esplicitamente sono la Francia, la Germania e la Polonia, e ciò avviene secondo procedure legislative diverse e con risultati che probabilmente saranno visibili solo nei prossimi mesi. La Polonia e il caso francese Partendo dalla Polonia si può ipotizzare che sia, per così dire, un “caso semplice”, nella misura in cui il cambiamento auspicato da una maggioranza di centro-sinistra molto a rischio, è nel segno di un’uscita da un proibizionismo radicale che caratterizza questo paese governato da una passata maggioranza “cattolico-nazionalpopulista.”

Il governo attuale intende introdurre una liberalizzazione parziale in materia, ma la tenuta dello stesso e delle sue intenzioni riformatrici sono fortemente in bilico.

Il caso francese è alquanto diverso e non può essere interpretato adeguatamente senza conoscere i meccanismi dell’iter legislativo francese.

La legge in vigore (che risale all’operato della ministra Simone Veil) del 1975 prevede una depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza durante le prime dieci settimane di gravidanza.

Da allora questa legge non è ...

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