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Franco Ferrari
“E’ ora il momento di riprendere con decisione il cammino” è stato l’incoraggiante invito rivolto a tutti i vescovi del mondo, a poco più di un mese dalla chiusura della prima sessione del Sinodo, da parte dei cardinali Mario Grech e Jean-Claude Hollerich, rispettivamente Segretario e Relatore generale.
Un percorso caratterizzato dalla complessità, che ha richiesto alla Segreteria del sinodo oltre quattro mesi per mettere a punto una strategia di lavoro. Infatti, la Relazione di Sintesi (RdS) votata dalla prima sessione del Sinodo, - che è bene ricordare è dedicato alla ricerca di una forma sinodale della Chiesa - ha consegnato al Vescovo di Roma e alla Chiesa un lungo elenco di “proposte” e di complesse “questioni da approfondire”.
Tenere vivo il dinamismo sinodale Una prima indicazione di lavoro è stata rivolta alle Chiese locali per un nuovo processo di consultazione sulla base della RdS per rispondere alla domanda “Come essere Chiesa sinodale in missione?”.
Lo scopo è duplice. Prolungare e mantenere viva l’esperienza sinodale nelle Chiese locali, per condividere esperienze e buone pratiche; le sintesi di questa ulteriore ricognizione dovrebbero fornire il polso della situazione e verranno messe a disposizione dei sinodali, senza ulteriori filtri, con l’ambizioso scopo di aiutarli a farsi un’idea di quale recezione sta avendo il percorso sinodale nelle Chiese locali.
In secondo luogo, portare l’attenzione sugli aspetti strutturali (organismi di partecipazione, ministerialità, rapporti tra Chiese locali e Vescovo di Roma, …) da adattare ...
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