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Pattaro Germano
(1925-1986)

Don Germano Pattaro1

di Gabriella Cecchetto

Germano Pattaro nasce a Venezia il 3 giugno 1925, nel sestiere di Castello, nei pressi delle mura dell’Arsenale, il cantiere navale della Serenissima, allora ancora molto attivo. La famiglia conduce una vita semplice: il padre Carlo è un fornaio, la madre Rosa Marini si occupa dei tre figli, Aldo, Germano e Silvana; ma con la sua morte in giovane età nella famiglia irrompe un grande dolore: “Avevo otto anni, ero ancora piccino ma un po’ di sentimento ce l’avevo per poter comprendere in parte cosa sia la perdita della mamma”, dirà più tardi Germano in un componimento ginnasiale. Il padre si risposa ma ad affiancarlo nell’educazione dei figli rimane la sorella di Rosa, l’amatissima zia Pina, con la sua dolcezza e la sua fede profonda. A tredici anni, in seconda ginnasiale, Germano entra nel Seminario patriarcale di Venezia per raggiungere, con la preghiera e lo studio rigoroso e diligente, l’obiettivo desiderato: diventare prete. Non è facile già dalla giovinezza la vita di Germano, la tubercolosi lo tormenta e gli studi devono essere sovente interrotti da lunghi soggiorni nel sanatorio di Arco di Trento. Germano, tuttavia, con l’indomabile energia interiore che lo sosterrà fino alla morte, continua a coltivare con la preghiera assidua e lo studio scrupoloso la sua chiamata al presbiterato. Il 26 marzo 1950, con un anno di ritardo rispetto alla sua classe e per il sostegno del rettore del seminario, monsignor Ettore Bressan che molto lo stimava, viene ordinato prete; il 16 aprile celebra la sua prima messa a S.Martino, dove era stato battezzato il 21 giugno 1925. Ai Carmini, un’altra parrocchia popolare, dal 1 giugno 1950, inizia con entusiasmo il suo ministero: si occupa dei ragazzi del patronato, dei giovani dell’Azione cattolica, di sposi e di famiglie. Dal 1951 al 1972 è docente di religione al Liceo Foscarini, venendo a contatto con più generazioni di giovani veneziani. Dal 1953 e per più di un trentennio, insegna in Seminario, prima Teologia fondamentale, poi Patristica, Ecumenismo e Storia della Teologia, indicando sempre ai suoi alunni la via della preghiera di adorazione e dello studio indefesso. Negli anni Cinquanta è assistente della Fuci. Dal 1957 consulente diocesano dei gruppi Rinascita cristiana. Nel 1962 nasce la sua amicizia con il pastore valdese Renzo Bertalot ed inizia il suo cammino ecumenico vero e proprio: nel 1963 l’incontro con Maria Vingiani, fondatrice del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), dal 1964 la piena collaborazione con esso nelle sessioni formative, in convegni e gruppi di studio. E’ del 1974 la sua partecipazione alla sezione Fede e Costituzione del CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese) ad Accra ed in seguito ai dialoghi bilaterali ARCIC (Anglican Roman Catholic International Council) svoltisi a Venezia. L’attività di don Germano, nonostante la salute precaria, continua anche su molti altri fronti: dal 1961 al 1970 è assistente dei Laureati di Azione Cattolica; ancora negli anni Settanta docente all’Università internazionale dell’arte di Venezia e alla Scuola di perfezionamento in Filosofia e di preparazione all’insegnamento filosofico di Roma. Dal 1968 al 1973 a Roma partecipa ai colloqui organizzati da Enrico Castelli, appuntamenti per la ricerca e la discussione tra teologi, filosofi, intellettuali. Dal 1972 al 1986 a Venezia è presidente della “Fondazione scientifica Querini Stampalia”, nel 1977 collabora con la Biennale per la realizzazione della sezione sul dissenso religioso nell’Europa dell’Est. A partire dal 1974 don Germano assume anche l’impegno di promuovere un modo cristiano di vivere il matrimonio. Nel 1985 è tra i promotori dell’appello “ Beati i costruttori di pace”. Dopo lunghe sofferenze don Germano Pattaro muore a Venezia il 27 settembre 1986; ha sempre vissuto all’insegna della massima che amava ripetere con ferma dolcezza: “Dio non dà perché uno, avendo, abbia, ma perché uno, avendo, dia”.