INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE. TANTO RUMORE PER NULLA?

Elio Damiano Settembre volgeva al termine quando il nostro ministro dell’istruzione, forse ignaro di quale tasto andava a toccare, partoriva l’idea di cambiare l’ora di religione nella nostra scuola divenuta multiculturale. Intimorito dalle reazioni, cercava di rimediare dichiarando nel giro di poche ore che non intendeva modificare alcuna norma o patto al riguardo. Oggi, poco più d’un mese dopo, l’eco s’è rarefatta, ma al tempo il chiasso è stato enorme. Ed è il caso di chiedersi se - shakespearianamente - tanto rumore sia stato sollevato per nulla… Sale su una ferita aperta La prima impressione è quella di una tragi-commedia già vista. Immediatamente, come in un simultaneo risveglio, si sono alzate le voci - tutte, nessuna esclusa - che avevano preceduto e accompagnato il patto craxiano sulla religione concordataria del 1984. Non certamente un coro, quello d’epoca come questo di primo autunno, ma grida appassionate di un alterco furioso che non riesce a sedarsi - nonostante vari tentativi. Un andante discontinuo, con i duellanti che ancora combattono - solo rinnovandolo con armi dialettiche -  lo scontro intorno alla breccia di porta Pia. Il prof. Profumo, da ingegnere elettrotecnico di fama internazionale, è probabile che sappia poco di storia politico-religiosa italiana - colpa delle incestuose specializzazioni accademiche - e spinto dall’evidenza cromatica degli scolari immigrati ha spolverato del sale su una ferita nazionale mai cicatrizzata. Il compromesso della religione confessional-scolastica Non ...

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