I DESIDERI DELLA COMUNITA’ CRISTIANA

Marco Bertè Se è vero - come attestano l’esperienza e il pensiero contemporaneo – che l’uomo è un essere desiderante, che ciò che muove la sua vita e la sua azione è il desiderio, è legittimo e opportuno chiedersi da quali desideri è sospinta la comunità cristiana, quali desideri muovono i laici, quali i Vescovi e quali l’istituzione ecclesiastica nei suoi vertici. Diamo un rapido sguardo alla situazione italiana. Un reciproco e pieno riconoscimento dei ruoli I  laici, quando non sono indifferenti alla vita della Chiesa (come oggi purtroppo accade molto sovente), desiderano essere riconosciuti nella loro piena dignità ecclesiale, nella loro autonomia, nel loro diritto-dovere di esercitare, pur nella distinzione delle funzioni, una qualche forma di corresponsabilità. E però non sono altrettanto desiderosi di riconoscere in tutte le sue implicazioni il ministero dei Vescovi e ancor meno il potere dell’istituzione, anche per gli ambiti e i modi in cui viene esercitato. I Vescovi desiderano che sia riconosciuto in concreto il loro ministero (non solo dai laici, ma anche dai vertici ecclesiastici) e però non sempre e non in tutto riconoscono corresponsabilità e autonomia dei laici né d’altra parte, anche se obbedienti, sono disposti a riconoscere tutte le pretese dell’istituzione.  Questa, infine, desidera che sia riconosciuto il suo potere ma disconosce o limita, di fatto, l’autonomia dei laici e il ministero dei Vescovi, disponendo del laicato e dello stesso ...

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