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PER RICORDARE ENZO BIANCHI

Bose, 6.5.2017. Incontro con fr. Enzo del Consiglio direttivo e del Gruppo operativo di Viandanti
Da sinistra, in prima fila: Giancarlo Martini, Luca Rovina, fr. Enzo, Franco Ferrari, Enrica Brunetti, Monica Cantiani; in seconda fila:  Roberto Tarasconi, Maria Rita Vettori, Fabrizio Solchi, Claudia Longari, Fabrizio Filiberti, Francesco Castelli. Manca Ugo Basso, che ha fatto la foto


Nel ricordo di Viandanti
Eravamo a Castel Boglione il 3 settembre per accompagnare fr. Enzo alla sepoltura nella nuda terra del cimitero del paese natale. Una comunità di poco più di 500 abitanti dell’alto Monferrato tra vigneti a perdita d’occhio.
La chiesa non ha contenuto tutti. Siamo rimasti sulla soglia, da dove abbiamo ascoltato anche l’intenso ricordo, duro in alcuni passaggi evocativi della separazione da Bose, del priore della Casa della Madia, fr. Goffredo.
Ci ha portato a Castel Boglione non solo la riconoscenza per quanto Bianchi ha operato nella Chiesa e nella società, ma anche per la vicinanza che ha sempre dimostrato al nostro percorso.

Alle origini di Viandanti
Negli anni in cui, con altri amici, si stava pensando all’avventura Viandanti ci eravamo confrontati anche con un certo numero di testimoni privilegiati, ventitré per l’esattezza. Enzo Bianchi era stato tra questi. Nel giugno 2007, durante una sosta concordata di alcuni giorni a Bose, l’ho incontrato e abbiamo parlato dell’abbozzo dell’idea.
Gli appunti dell’incontro mi restituiscono sinteticamente il suo punto di vista.
Condivideva le considerazioni che motivavano l’idea di avviare l’iniziativa: la debolezza della presenza del laicato, la situazione di crisi della vita ecclesiale (“un inverno”, “un pontificato crepuscolare”), la grande frammentazione, il creare una Rete delle tante piccole realtà che stanno più sul sagrato che in sagrestia. Riteneva vi fosse la necessità di un’azione di questo genere in quanto ci si deve confrontare con una scarsa valorizzazione da parte della gerarchia delle iniziative che si muovono in autonomia. L’incontro si era concluso con l’accordo che l’avrei tenuto informato degli sviluppi e con un suo bell’omaggio di vasetti di marmellata.

Per fare il punto
Dieci anni dopo, nel maggio del 2017, con il Consiglio direttivo e il Gruppo operativo di Viandanti, ormai costituita in associazione di fedeli dal giugno 2010, siamo tornati[1] a Bose per un incontro, quasi una verifica. Durante il dialogo, durato quasi di due ore, possiamo dire che ci aveva confermato nel nostro impegno; aveva tenuto a dirci che “nei problemi che trattate e anche nella maniera in cui li sviluppate trovo la stessa sensibilità con la nostra comunità di Bose, trovo una convergenza e comunione nel nostro spirito”.

Ci aveva poi sollecitati a svolgere un serio lavoro biblico sulla Parola intesa come “via” e non come corpus dottrinale e a curare la formazione di persone consapevoli e responsabili all’interno della Chiesa (creare il sensus ecclesiae) e del mondo. Ci aveva anche messo in guardia sulla questione della “riforma” della Chiesa, della quale vogliamo occuparci. La Chiesa essendo organismo vitale, ha certo la questione della riforma nel suo DNA, ma vista sul piano istituzionale appare come orizzonte utopico. Il punto è se la Chiesa tiene vivi, sotto la cenere, la brace e il fuoco del Vangelo. Lo stesso problema della trasmissione della fede ci fa forse porre in secondo piano il fatto che la fede è un dono ed è anche un fare esperienza senza eccessi di cultualizzazione.

A Parma a “Letture bibliche”
Tra le attività che Viandanti organizza a Parma, dove ha la sua sede, ci sono incontri annuali dedicati ad una lettura tematica trasversale della Bibbia. L’undicesimo incontro, nell’ottobre 2022, è stato dedicato al tema “Il Dio degli eserciti? Riflessioni per le comunità cristiane”. Avevamo chiesto ad Enzo se ne poteva essere il relatore. Accettò subito. Un bellissimo incontro, presso la Comunità di accoglienza “Betania” di don Luigi Valentini, con oltre cento partecipanti. Le due relazioni si trovano qui oppure sul nostro canale YouTube.

La separazione da Bose pesava ancora, qualche amico di un tempo che avrebbe desiderato incontrare, nonostante l’invito ad un momento conviviale non si presentò.
Era stato contento di poter ritornare a Parma e durante il viaggio di rientro a Torino aveva inviato questo WhatsApp: “Caro Franco, grazie per tutto. Soprattutto per la squisita accoglienza e attenzione mostrata a me e al fratel Goffredo. Ciao e un abbraccio con un saluto a tutti voi Viandanti”.
Un abbraccio fraterno che abbiamo ricambiato il 9 settembre 2023 all’inaugurazione della Casa della Madia[2] ad Albiano di Ivrea e ancora con l’ultimo saluto[3] a Castel Boglione il 3 settembre scorso.
Franco Ferrari
Presidente Viandanti  

Note: [1] I presenti sono elencati nella didascalia della foto ricordo in testa a questa pagina; [2] Oltre a chi scrive era presente Roberto Tarasconi del Gruppo operativo; [3] Con me c’era Fabrizio Solchi del Gruppo operativo.
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il foglio, Enzo Bianchi, un ritratto a più voci  (www.ilfoglio.info, 7.9.2026. Rivista aderente alla Rete Viandanti 

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L’annuncio e il ricordo delle sue comunità
> Fraternità monastica Casa della Madia
> Comunità monastica di Bose
> Monastero di Cellole secondo la Regola di Bose
> Congedo da Enzo (Orazione funebre di fr. Goffredo Boselli, priore della Casa della Madia, 3.9.2026)


Nel ricordo delle Chiese
Matteo card. Zuppi,  Tutto si ricompone nell’unità di Dio  (presidente della CEI, in www.agenziasir.it, 3.9.2025)
Il cordoglio dell’arcivescovo per la morte di fratel Enzo Bianchi  (+ Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, 1.9.2026)
Enzo Bianchi. Se ne va un testimone cristiano (Nev.it – Agenzia della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, 1.9.2026)
Sabina Baral, Il Vangelo: la follia che salva (chiesavaldese.org, 1.9.2026)


Articoli in memoria
Mariano Borgognoni
, Enzo Bianchi. Monaco nel cuore del mondo (in Rocca n. 19, 1.10.2026)
Enrico Galavotti,
Enzo Bianchi (1943-2026) (www.rivistailmulino.it, 7.9.2026)
Lorenzo Prezzi, Bose-Enzo Bianchi: in morte del fondatore (www.settimananews.it, 6.9.2026)
Gabriella Caramore, Enzo Bianchi. Cadiamo e ci rialziamo (www.doppiozero.com, 5.9.2026)
Alex Corlazzoli, 
Fratel Enzo Bianchi è già santo per chi lo ha amato
 (www.ilfattoquotidiano.it, 4.9.2026)
Silvia Ronchey, Nel cammino di Enzo Bianchi, l’eredità della mistica bizantina (la Repubblica, 3.9.2026)
Alberto Melloni, 
Il Vangelo, Bose e l’esilio.  Addio a Enzo Bianchi, il monaco inquieto dalle parole mai scontate (Corriere della Sera, 2.9.2026)
Marco Felipe Perfetti, Enzo, “andiamo alla dimora del Signore” (www.silerenonpossum.com/it, 3.9.2026)
Massimo Cacciari
, Il suo era un monachesimo civile. Viveva una solitudine ospitale (La Stampa, 2.9.2026)
Massimo Recalcati, Enzo Bianchi, il monaco laico che ha fatto della vita vera un dogma (la Repubblica, 2.9.2026)

 

Articoli di contesto
Jacopo Scaramuzzi, Addio a Enzo Bianchi, monaco laico fondatore di Bose dalla parte del dialogo (La Repubblica, 2.9.2026)
Ferruccio De Bortoli
, 
Quel silenzio di Bose sulla morte di fratel Enzo Bianchi (corrieredellasera.it, 2.9.2026)
Alberto Carrara, Enzo Bianchi. Molte luci.Qualche domanda. Qualche ombra (www.labarcaeilmare.it, 2.9.2026)
Antonio Sanfrancesco, Addio a Enzo Bianchi (Famiglia cristiana, 1.9.2026)
Gabrielle Fromont e Céline Hoyeau, Morte di Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose (www.la-croix.com, 1.9.2026)
Cecilia Seppia, [E’ morto Enzo Bianchi] La Scrittura come cibo quotidiano (“L’Osservatore Romano”, 1 .9.2026)

 

 

[Le foto che corredano questa pagina sono riprese, una dal sito www.settimananews.it, l’altra dall’archivio Viandanti]

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